Violente proteste in Catalogna: sciopero generale e Real-Barcellona sospesa

18 ottobre 2019 - Proseguono le proteste in Spagna dopo le condanne dei leader indipendentisti catalani. Dopo una notte di violente rimostranze - con barricate in strada, cassonetti in fiamme e lancio d'oggetti contro la polizia - è partito il quarto sciopero generale, con quasi 50 voli già cancellati e il valico di La Jonquera al confine con la Francia bloccato dagli attivisti.

Tutte le visite alla Sagrada Familia sono state sospese nel giorno della prima delle cinque "Marce per la libertà" previste: a Barcellona confluiranno cinque diversi cortei da tutta la regione: da Berga, Vic, Girona, Tarragona e Castelldefels.

In questo quadro è stata rinviata a data da destinarsi per motivi di ordine pubblico Barcellona-Real Madrid che si sarebbe dovuta giocare al Nou Camp sabato 26 ottobre. La Federcalcio spagnola ha invitato le due società a indicare una nuova data entro lunedì o deciderà in autonomia.

Catalogna, condannati gli indipendentisti. Puigdemont: "È una barbarie"

14 ottobre 2019 - Condanne per sedizione e appropriazione indebita ma non per ribellione. La Corte Suprema spagnola si è espressa sul tentativo di secessione della Catalogna che nel 2017 aveva fatto precipitare il paese iberico in una gravissima crisi istituzionale, tra le peggiori della storia della Spagna dopo la fine della dittatura franchista.

La Corte suprema, dopo il processo in oltre 50 sessioni durato da febbraio a giugno scorsi, ha emesso condanne per dodici imputati, dai 9 a 13 anni. L'ex vice premier della Generalitat Oriol Junqueras è stato condannato a 13 anni di carcere, pene fino a 12 anni sono state invece inflitte agli altri leader indipendentisti ed ex ministri della giunta catalana. "Torneremo più forti, più convinti e fermi che mai" ha promesso Junqueras dopo la sentenza.

L'ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont, riparato all’estero, ha commentato così le condanne: "Cento anni di carcere in totale. Una barbarie. Ora più che mai, al vostro fianco e al fianco delle vostre famiglie. Bisogna per reagire, come mai prima d'ora per il futuro dei nostri figli, per la democrazia, per l'Europa, per la Catalogna".

La Corte Suprema ha respinto le richieste di messa in libertà avanzate dai legali degli imputati sia prima, sia durante, sia in chiusura del processo in attesa delle sentenze.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO