Di Maio: "Anche l'Italia bloccherà l'export di armi verso la Turchia"

Di Maio consultazioni con conte

Germania, Olanda, Francia, Finlandia e Norvegia (che non fa parte dell'Ue) hanno già annunciato nei giorni scorsi lo stop alla vendita di armi verso la Turchia. Ieri Luigi Di Maio aveva annunciato di voler chiedere all'Ue di fare lo stesso in occasione del Consiglio "Affari esteri" che si è tenuto oggi, confermando che anche l'Italia avrebbe seguito l'esempio già dato dagli altri stati succitati.

Al termine dell'incontro Di Maio ha confermato che nelle prossime ore l'Italia ordinerà lo stop alle esportazioni di armi verso la Turchia: "Nelle prossime ore anche l'Italia fermerà, con un decreto ministeriale, l'export degli armamenti verso la Turchia, per quanto riguarda il futuro dei prossimi contratti e dei prossimi impegni".

Tutti i Ministri degli Esteri dei Paesi membri hanno assicurato che faranno lo stesso: "Era importante per noi che tutta l'Europa assumesse la stessa posizione: abbiamo lasciato ai singoli Stati l'impegno di farlo, perché questo crea immediatezza. Ognuno di noi, dopo questo impegno, potrà firmare i propri atti, che servono a bloccare l'export e, ovviamente, questo fa sì che non si debba lavorare ad un embargo europeo, che poi porta a mesi e mesi di lavoro, che avrebbero vanificato l'immediatezza dell'intervento. Non serve che vada in Parlamento è un atto di secondo livello, un decreto ministeriale. Domani sarò alla Camera per dare tutte le informazioni che servono al Parlamento e spiegherò i dettagli di questo intervento di blocco dell'export di armamenti verso la Turchia".

Di Maio ha però precisato che il divieto di esportazioni non riguarderà le commesse già in essere: "È ovvio che riguarda quello che succede da domani in poi". Questo fatto, inevitabilmente, non permetterà di avere un effetto immediato sul conflitto.

La decisione di affidare ai singoli Stati questo compito è stata presa per abbreviare i tempi, ma Di Maio ha già chiesto una verifica del rispetto degli impegni presi oggi: "Per me era importante che l'iniziativa fosse europea, perché in questo modo tutti i Paesi si mettono a pari condizioni nei confronti della Turchia, in modo tale che nessun Paese ne risentisse più di un altro. Tutti insieme lavoreremo al blocco dell'export delle armi. Ho detto anche a Federica Mogherini che ci sarà bisogno nei prossimi Consigli europei di fare uno screening dell'applicazione di questo impegno in ogni Stato: ognuno di noi si è impegnato; tutti noi dovremo emanare degli atti, ognuno con i suoi tempi, ma sicuramente saranno tempi inferiori ad una procedura di embargo Ue".

Quella presa oggi potrebbe non essere l'unica misura per arrestare l'offensiva di Ankara: "Detto questo io credo nella soluzione diplomatica: questa è un'azione come Paesi europei sul blocco delle esportazioni, ma adesso con il dialogo e la diplomazia dobbiamo lavorare a fermare questa escalation. E inizieremo dalla riunione dell'alleanza anti Daesh. In questo momento è molto importante il segnale unitario come Ue sul fatto che condanniamo l'azione, chiediamo di fermarla e allo stesso tempo avviamo una procedura concreta sulle armi. Poi ovviamente giovedì ci sarà il Consiglio Europeo e ci saranno tutte le discussioni eventuali".

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