Brexit, la Regina illustra il piano di Johnson: "Uscita dall'UE il 31 ottobre"

Come ampiamente anticipato nelle ultime settimane, oggi la Regina Elisabetta II d'Inghilterra si è recata in pompa magna a Westminster, accompagnata dal figlio Carlo, per l'atteso Discorso della Regina davanti ai parlamentari nel giorno della riapertura dei lavori dopo lo stop prolungato imposto dal premier Boris Johnson.

Dieci minuti in cui la sovrana ha confermato l'intenzione del governo di portare il Regno Unito fuori dall'Unione Europea il 31 ottobre prossimo. In quello che l'opposizione ha prontamente bollato come "un manifesto elettorale" per Johnson, Elisabetta II ha illustrato l'ambizioso piano del governo per affrontare la Brexit e le sue conseguenze.

Tema dopo tema, la Regina ha di fatto presentato il piano di Johnson in 26 leggi che il Parlamento britannico dovrebbe approvare. Tra queste ce ne sono sette strettamente legate alla Brexit e che riguardano una serie di misure che andranno a sostituire quelle imposte dall'UE in questi ultimi anni, dalla regolamentazione per la pesca e l'allevamento, passando per la libera circolazione dei cittadini UE, che verrà rimossa il primo possibile, e il commercio.

Il piano di Johnson include anche sette leggi per riformare la giustizia e una proposta per istituire un organo indipendente di controllo per il servizio sanitario nazionale così da indagare in modo imparziale nei vari incidenti nel settore sanitario. Prevista anche una legge per l'ambiente che riduca l'inquinamento e l'utilizzo della plastica, così come un'altra legge che dovrebbe rendere illegali i trofei di caccia.

Quello di Johnson è ovviamente un piano ambizioso che non fa i conti coi numeri del Parlamento. L'obiettivo del primo ministro è quello di dimostrare che la Brexit non limiterà le ambizioni del governo, ma la realtà dei fatti ci racconta che sarà davvero arduo, e in alcuni casi impossibili, visto che il governo in carica non ha più la maggioranza in Parlamento.

Non solo. Prima ancora di iniziare a discutere dei vari provvedimenti da approvare, è l'intero programma legislativo di Johnson a dover essere sottoposto al voto del Parlamento. In caso di rifiuto scatterà nuovamente la richiesta di un'elezione generale anticipata, che andrebbe inevitabilmente a far slittare la data della Brexit.

Terminato il discorso della Regina, il Parlamento ha riaperto a tutti gli effetti e per i prossimi giorni i parlamentari britannici dibatteranno proprio sui temi affrontati dalla sovrana secondo un calendario prestabilito:


    15 ottobre: il posto del Regno Unito nel Mondo
    16 ottobre: servizi pubblici
    17 ottobre: emergenza climatica
    19 ottobre: seduta speciale del Parlamento
    21 ottobre: servizio sanitario nazionale
    22 ottobre: economia

La seduta speciale del 19 ottobre coinciderà col termine ultimo per chiedere all'Unione Europea un'altra proroga per la Brexit, come disposto dal provvedimento approvato nei mesi scorsi, nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo per l'uscita.

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