Siria, Erdogan: "Il mondo non ci ostacoli, altrimenti dovrà farsi carico dei rifugiati"

Nuova minaccia al mondo da parte di Recep Tayyip Erdogan. Il Presidente turco ha scritto una lettera al Wall Street Journal ed ha ribadito che l'operazione 'fonte di pace', alias il massacro dei curdi e degli inermi civili, non può essere messa in discussione perché è questa la soluzione che la Turchia ha individuato per "mettere fine alla crisi umanitaria ed affrontare la violenza e l'instabilità che sono le cause alla radice dell'immigrazione irregolare nella nostra regione".

Se il mondo si opporrà all'iniziativa turca, Erdogan si è detto pronto a scaricare i rifugiati che sono entrati in Turchia dopo lo scoppio del conflitto: "In assenza di un piano alternativo per affrontare la crisi dei rifugiati, la comunità internazionale dovrebbe unirsi ai nostri sforzi o iniziare a fare entrare i rifugiati".

Va sottolineato come la Turchia sia stata ampiamente sostenuta economicamente dall'Unione Europea, che ha consegnato 3 miliardi di euro nelle mani di Erdogan come contributo immediato nel 2016 per far fronte all'arrivo dei rifugiati. Altri 3 mld, per lo stesso motivo, sono già stati stanziati.

Poi sono arrivati altri fondi per "aumentare l'efficacia del sistema governativo" (circa 1 miliardo di euro) e inoltre l'Europa si è già impegnata a versare 10,6 miliardi entro il 2020 alla Turchia nell'ambito di altri progetti. Tutto questo senza considerare gli enormi fondi stanziati dalle varie ong per sostenere la Turchia nel lavoro di accoglienza dei profughi di guerra.

Erdogan ha sempre sostenuto pubblicamente di aver speso cifre enormi per far fronte all'assistenza dei profughi, parlando di circa 36 miliardi impiegati per sostenere i rifugiati siriani che secondo le sue stime sono 3,6 milioni, mentre secondo altre fonti sono 1 milione in meno.

È bene precisare che le cifre di cui parla Erdogan appaiono sproporzionate oltre a non essere verificabili da alcun ente indipendente. Inoltre il Parlamento europeo non è riuscito neanche a verificare se i fondi stanziati per sostenere i rifugiati dall'Ue siano realmente stati impiegati a quello scopo. L'Unione Europea si è solo limitata, in modo vergognoso, a pagare Erdogan per fare il lavoro sporco, lasciando che fosse lui ad individuare i modi e i tempi.

Erdogan, adesso, si sente autorizzato a fare ciò che sta facendo, lamentando di essere stato lasciato solo ad affrontare la crisi: "Ad un certo punto la Turchia ha raggiunto il limite La mia amministrazione ha ripetutamente messo in guardia sul fatto che non sarebbe stata in grado di impedire ai rifugiati di inondare l'Occidente senza il sostegno finanziario internazionale. Questi avvertimenti sono rimasti inascoltati. La mia amministrazione ha concluso che la comunità internazionale non avrebbe agito, quindi ha sviluppato un piano per la Siria settentrionale".

Questo è quello che accade quando si decide di "appaltare" la tutela dei diritti fondamentali ad un uomo come Erdogan.

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