Siria, Erdogan: "Fine dell'offensiva quando i terroristi lasceranno la zona di sicurezza"

Recep Tayyip Erdogan

Il presidente turco Erdogan è tornato a parlare questa mattina e per la prima volta da giorni ha messo in campo la possibilità di interrompere l'offensiva nel nord-est della Siria, ponendo però una condizione che le forze curde non sono disposte ad accettare.

L'obiettivo della cosiddetta operazione Fronte di pace è quello di spingere più a sud la milizia curda e creare una zona di sicurezza che si estenda per circa 30 chilometri dal confine turco. Lì Erdogan vorrebbe andare a sistemare i circa 3 milioni di rifugiati siriani attualmente ospitati in Turchia, gli stessi che in queste ore sta minacciando di mandare in Europa.

Se i terroristi se ne vanno dalla zona di sicurezza l'operazione Fonte di pace finirà.

Erdogan ha anche annunciato che in questa prima settimana di azione militare la Turchia ha preso il controllo di 1.220 km quadrati di territorio nel nord-est della Siria.

Erdogan: "Mai il cessate il fuoco". MSF sospende le attività nella zona di conflitto

Nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno inviato in Turchia il vice presidente Mike Pence, il segretario di Stato Mike Pompeo e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike O'Brien, il presidente turco non accenna ad indietreggiare neanche di un millimetro sull'offensiva in Siria, in corso ormai da più di una settimana.

Anzi. Erdogan, tra una minaccia e l'altra a chi prova ad ostacolare la sua azione militare, torna a ribadire che la Turchia non dichiarerà mai il cessate il fuoco. Non solo. Il presidente turco ha riferito di non essere affatto preoccupato per le già annunciate sanzioni alla Turchia da parte degli Stati Uniti. Anche perchè a pagarne il conto, alla fine, saranno i cittadini e questo ad Erdogan importa davvero poco.

Le dichiarazioni di Erdogan sono rivolte alla comunità internazionale e rischiano di vanificare il viaggio diplomatico dei tre vertici USA, che fin dal loro arrivo si trovano a dover trattare con una figura piena di sé e per nulla disposta a trattare.

La situazione nell'area del conflitto si è fatta talmente drammatica in queste ultime ore da aver spinto Medici Senza Frontiere ad annunciare la sospensione della maggior parte delle attività e di evacuare tutto lo staff internazionale dal nord-est della Siria:

Gli ultimi sviluppi hanno aumentato il bisogno di assistenza umanitaria, eppure ci è impossibile fornirla con l'insicurezza attuale nell'area.

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