Migranti, Conte al Senato: "Serve un'azione decisa e coordinata dell'UE"

Giuseppe Conte al Senato

A poche ore dal perfezionamento della manovra finanziaria, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato al Senato per le consuete comunicazioni ai parlamentari in vista del Consiglio Europeo del 17 e 18 ottobre 2019, il primo per l'esecutivo che si è costituito poche settimane fa.

I temi all'ordine del giorno del Consiglio EU sono il quadro finanziario pluriennale, il prossimo ciclo istituzionale, i cambiamenti climatici, la gestione dei flussi migratori, la questione della Turchia e la Brexit ormai alle porte. E Conte, in Senato, ha toccato ad uno ad uno questi argomenti, a cominciare proprio dall'invasione turca nel nord della Siria.

L'Italia, da subito orientata, anche unilateralmente, verso la moratoria nella vendita di armi alla Turchia, ha fermamente voluto, fin dalla fine della scorsa settimana, farne oggetto, in sede europea, di un dibattito. Dopo le conclusioni del Consiglio Affari esteri di lunedì scorso, tale moratoria assume maggiore valore politico e maggiore efficacia. Il Governo italiano, che ha subito dato seguito al provvedimento di sospensione dell'export di armi alla Turchia, è convinto che si debba agire con la massima determinazione, per evitare ulteriori sofferenze al popolo siriano e in particolare curdo e per contrastare iniziative destabilizzanti della regione. Questi obiettivi saranno tanto più efficaci, se raggiunti attraverso il coordinamento europeo e in sede multilaterale.

La posizione dell'Italia è chiara e Conte ha voluto ribadirla. No ad interventi militari, ma la ricerca di una soluzione tramite i canali diplomatici:

Le preoccupazioni di sicurezza della Turchia devono essere affrontati con gli strumenti della diplomazia, non con interventi militari e nel rispetto del diritto internazionale. L'Italia invita la Turchia ad astenersi da azioni illegali, anche per quanto riguarda Cipro. Alla Turchia diversi stati membri continuano a guardare anche dopo le dichiarazioni sui rifugiati, che ho già definito inaccettabili.

Erdogan, infatti, ha minacciato a più riprese l'Europa, e la comunità internazionale più in generale: se si continuerà a mettergli i bastoni tra le ruote, il presidente turco invierà in UE i circa 3 milioni di rifugiati siriani attualmente ospitati in Turchia dopo una serie di accordi con l'Europa.

Anche per questo, Conte premerà affinché l'Europa affronti in modo chiaro e comune la gestione dei flussi migratori. L'accordo raggiunto a Malta nel settembre scorso rappresenta senza dubbio un passo in avanti significativo, ma non risolutivo "in un percorso che l'Italia inquadra in un sistema europeo sostenibile ed efficace sia nella redistribuzione che nei rimpatri":

Dobbiamo continuare a lavorare affinché l'Europa intraprenda una decisa e coordinata azione sui rimpatri, rivolta ad accordi europei di riammissione e con una lista europea di Paesi di origine sicura. Dobbiamo evitare inoltre fenomeni di pull factor. Questo è un primario interesse del nostro Paese, laddove alcuni Stati membri dell'Unione europea lo utilizzano purtroppo per giustificare la loro mancata solidarietà.

Conte ha fornito in Senato anche un aggiornamento sulla Brexit, confermando di fatto le indiscrezioni secondo le quali in queste ultime ore sarebbero stati fatti dei passi avanti con l'UE, anche se la svolta non sembra affatto vicina:

La scadenza del 31 ottobre 2019 e il rischio di un no deal si avvicinano, mentre i negoziati sulla revisione del cosiddetto backstop sul confine irlandese hanno registrato, negli ultimi recentissimi tempi, alcuni progressi in avanti, senza tuttavia arrivare ancora a una svolta decisiva. In questo quadro l'Italia è impegnata su due principali obiettivi. Il primo è proteggere i nostri cittadini e le imprese dall'incertezza, in caso di mancato accordo, dovuta alle conseguenze del no deal. Il secondo è lavorare fino all'ultimo istante utile per trovare un'intesa con i britannici, sostenendo il lavoro svolto dal capo negoziatore per l'Unione europea Barnier, che dobbiamo riconoscere essere stato encomiabile, ed evitando sterili rimpalli di responsabilità.

Spazio, inevitabilmente, anche alla manovra finanziaria:

Questa notte, fino a qualche ora fa, abbiamo lavorato anche per approvare il decreto-legge fiscale e il disegno di legge di bilancio, in cui continueremo, con altre misure, a perseguire il green new deal. Si tratta, nel complesso, di misure attraverso le quali abbiamo intenzione di rafforzare sensibilmente l'azione di contrasto all'emergenza climatica. Mi aspetto che il tema dell'ambiente alimenti una discussione proficua sul prossimo ciclo istituzionale e sull'attuazione dell'agenda strategica 2019-2024, approvata nel corso del Consiglio europeo dello scorso giugno.

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