Whirlpool, proseguono le proteste a Napoli: "Sarà guerra per tutti"

La rabbia e la delusione dei lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Napoli, pronto a chiudere i battenti il 1° novembre prossimo dopo il nulla di fatto ufficializzato ieri, sono più vive che mai e anche questa mattina le forze dell'ordine sono dovute intervenire per calmare gli animi davanti allo stabilimento di via Argine.

I lavoratori puntano ovviamente il dito contro l'azienda, decisa a cedere lo stabilimento dopo che le trattative col governo non sono andate in porto, ma se la prendono anche col nuovo esecutivo che non sarebbe stato in grado di dimostrarsi più incisivo nei confronti di Whirlpool. E annunciano battaglia:

L'asticella si è alzata e non manterremo più l'ordine pubblico. Da questo momento sarà guerra per tutti. Da oggi da qui non entra e non esce nulla.

Per la giornata di domani, giovedì 17 ottobre, è stato annunciato un corteo che partirà dalla fermata della linea 1 della metro di piazza Municipio e proseguirà fino alla sede della Regione Campania, il palazzo di Santa Lucia, per chiedere a gran voce un nuovo intervento sulla vertenza.

Sulla vicenda si è espressa oggi anche Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, che ha tuonato contro le multinazionali che "vengono in Italia fanno shopping delle nostre imprese, magari hanno anche agevolazioni e sostegno economico, poi decidono di chiudere senza alcuna motivazione che non si possa superare e buttano per la strada non merce ma uomini e donne":

È insopportabile e indegno quello che sta accadendo, la lotta dei lavoratori di Whirlpool deve diventare una bandiera per tutti noi.

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