Cile: il presidente Pinera chiede perdono e annuncia un'agenda sociale

Circa 1500 arresti, di cui 650 nella sola Santiago.


Aggiornamento 23 ottobre 2019 - Il presidente del Cile Sebastián Pinera annuncia la creazione di "una agenda sociale di unità nazionale" chiedendo "perdono" per non aver capito la drammaticità della crisi del paese.

Pinera ha assicurato di "aver ascoltato la gente", pur ribandendo tutta la sua preoccupazione per l'ordine pubblico dopo gli scontri costati 15 morti in seguito all'aumento del prezzo del biglietto della metropolitana.

Dal palazzo presidenziale della Moneda, Pinera ha annunciato dieci misure sociali, a cominciare dall’innalzamento delle pensioni (quelle cilene sono tra le più misere al mondo). Fra le altre misure annunciate la riduzione del costo della sanità e dei farmaci. Pinera ha parlato anche dell’introduzione di una tassa sulla ricchezza e di salario minimo.

Cile, 11 morti durante le proteste. Amnesty: "Arresti arbitrati e violazioni dei diritti umani"

Aggiornamento 21 ottobre 2019 - Il bilancio delle vittime in Cile è salito a 11 e il numero degli arrestati è di 15 persone. Le ultime due vittime sono state trovate morte carbonizzate durante il saccheggio di un grande magazzino di materiali per l'edilizia e il bricolage durante il quale è scoppiato un incendio. È successo presso la filiale della Costrumart di La Pintana nella regione metropolitana. Per quanto riguarda gli arresti, circa 650 sono stati effettuati nella sola capitale Santiago dove è in vigore il coprifuoco dalle 22 di sera alle 7 di mattina e dove centinaia di soldati presidiano le strade per la prima volta dal 1990, ossia da quando il Cile tornò alla democrazia dopo la dittatura di Augusto Pinochet. Intanto Amnesty International denunciato violazioni dei diritti e arresti arbitrari e ha sollecitato il presidente Sebastián Piñera a garantire il rispetto dei diritti umani durante lo stato d'emergenza.

Il presidente Piñera: "Siamo in guerra"

Continua la guerriglia urbana in Cile, scoppiata dopo l'ennesimo aumento del costo della vita nel Paese - la proverbiale goccia in grado di far traboccare il vaso è stato il nuovo aumento del biglietto per il trasporto pubblico a Santiago del Cile - ed è salito ad almeno dieci il numero delle persone che hanno perso la vita, cinque nelle ultime ore quando un gruppo di saccheggiatori ha dato alle fiamme una fabbrica tessile alle porte della Capitale.

Santiago del Cile è in stato di emergenza, così come le città di Valparaíso, Coquimbo e Biobío, dove non è possibile uscire di casa dalle 22 alle 7 del mattino senza un permesso speciale. A queste città ne seguiranno altre nelle prossime ore: Antofagasta, Valparaíso, Valdivia, Chillán, Talca, Temuco e Punta Arenas, dove i cittadini stanno iniziando a farsi sentire protestando in strada e dando fuoco a mezzi di trasporto e automobili, ma anche otto diverse stazioni della polizia.

In tutto il Paese sono stati almeno 100, secondo il Ministro dell'Interno cileno Andrés Chadwick, i gravi episodi di violenza, compreso il saccheggio di 40 supermercati ed altre aziende. 50 episodi nella sola zona di Santiago e 53 nel resto del Paese. In strada sono stati dispiegati oltre 10mila agenti di polizia e in questi primi quattro giorni di proteste e scontri sono più di 1400 i cittadini arrestati da una parte all'altra del Paese.

Il Presidente Sebastián Piñera ha tenuto nella tarda serata di ieri un discorso in TV e spiegato che "siamo in guerra contro un nemico potente che è pronto ad usare la violenza senza alcun limite":

Piñera, già ampiamente criticato per il modo in cui ha risposto alle proteste, ha definito criminali le persone che stanno appiccando gli incendi e saccheggiando ed ha provato a chiedere il supporto dei cittadini:

Siamo consapevoli che le persone dietro queste aggressioni hanno un livello di organizzazione e logistica tipica delle organizzazioni criminali. Invito i miei compatrioti ad unirsi in questa battaglia contro la violenza e la delinquenza.

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