1,2 milioni di minori in Italia sotto la soglia di povertà: la denuncia di Save The Children

Sono più di un milione i minori che in Italia vivono al di sotto della soglia di povertà e non hanno i beni indispensabili per condurre una vita accettabile. Lo denuncia Save The Children nell'ultima edizione dell'Atlante dell'Infanzia a rischio che denuncia come quel numero sia triplicato in appena dieci anni, dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018.

Nel mezzo la crisi economica che tra il 2011 e il 2014 ha aumentato drasticamente tutte le disuguaglianze nel nostro Paese, da quelle intergenerazionali a quale geografiche, ma anche sociali ed economiche. E a farne le spese sono anche i bambini e gli adolescenti, nei confronti dei quali lo Stato italiano ha quasi smesso di fare investimenti.

E così, in un circolo vizioso che neanche l'ultima manovra finanziaria sembra voler provare a spezzare, si investe sempre meno nell'educazione e nell'infanzia. La conseguenza, nel lungo periodo, è un aumento della povertà economica che si trasmette di generazione in generazione.

In un paese in cui si è disinvestito sulle politiche sociali e sull’infanzia, anche la povertà educativa è una piaga in crescita. Quasi un minore su 2 non legge un libro oltre a quelli scolastici durante l’anno, con profondi divari regionali, che vedono Campania (il 64,1%), Calabria (65,9%) e Sicilia agli ultimi posti (68,7%). La deprivazione culturale di bambini e adolescenti in Italia è una vera e propria emergenza e i minori che non svolgono sufficienti attività culturali sono ancora 7 su 10, con i consueti divari tra le regioni. Anche lo sport resta per molti un privilegio: in Italia circa un minore su 5 (tra i 6 e i 17 anni) non pratica sport e il 15% svolge solo qualche attività fisica.

L'abbandono scolastico è ai massimi livelli (14,5% nel 2018, l'obiettivo europeo è fissato al 10%) mentre chi porta avanti un percorso di studi si trova spesso a farlo in strutture scolastiche inadeguate. Basti pensare che su un totale di 40.151 edifici censiti dall'anagrafe scolastica, circa 21mila non hanno il certificato di agibilità e 7mila sono stati classificati come vetusti.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, precisa:

Siamo di fronte a un paese 'vietato ai minori' che negli ultimi dieci anni ha perso di vista il suo patrimonio più importante: i bambini. Impoveriti, fuori dall'interesse delle politiche pubbliche, costretti a studiare in scuole non sicure e lontani dalle possibilità degli altri coetanei europei. Ma che non si arrendono, che hanno trovato il coraggio di chiedere a gran voce che vengano rispettati i loro diritti, che gli adulti lascino loro un pianeta pulito e un ambiente di vita dove poter crescere ed esprimersi.

E se è vero che gli ultimi governi si sono trovati d'accordo sul problema della scarsa natalità in Italia, è altrettanto vero che le misure di cui si continua a parlare sembrano riservate ai primi mesi di vita dei neonati - nella legge di bilancio dovrebbero arrivare gli asili nido gratuiti - mentre per gli anni successivi le misure non sono pervenute.

Anche per questo Save The Children ha lanciato una petizione rivolta al Parlamento italiano, chiedendo di iniziare ad intervenire quanto prima adottando una legge sulla sicurezza scolastica e stanziando le risorse economiche necessarie per restituire ai bambini gli spazi pubblici abbandonati.

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