Manovra: intesa su contanti, carcere per evasori e Bonus Befana. Rinviata la discussione sulle Partite Iva

Aggiornamento 09:30 - Il Governo ha raggiunto un punto d'intesa sulla manovra, almeno per quanto riguarda il limite all'uso dei contanti ed il carcere per i grandi evasori. Discussione rinviata, invece, per quanto riguarda il regime forfettario alle partite iva.

La stretta all'uso dei contanti - con abbassamento a 2mila euro della soglia massima - è stata rinviata al mese di luglio, così come le multe per i commercianti che non utilizzano il Pos. I due provvedimenti andranno di pari passo, ma prima che possano entrare in vigore bisognerà allestire una piattaforma informatica, collegata con i principali operatori di bancomat e carte di credito, in grado di calcolare il rimborso di una detrazione pari al 19% da restituire ai consumatori all'inizio dell'anno successivo: il cosiddetto Bonus Befana.

Ancora non è chiaro, però, quali saranno le spese per le quali sarà prevista la detrazione del 19%; di sicuro il rimborso avverrà automaticamente grazie alla succitata piattaforma informatica, in grado di individuare le spese detraibili senza dover passare attraverso la dichiarazione dei redditi. Al momento tra le spese detraibili dovrebbero rientrare sicuramente quelle per ristoranti, parrucchieri ed estetisti.

Da qui a luglio il Governo cercherà anche un accordo per arrivare ad un abbassamento dei costi delle commissioni sui pagamenti elettronici, in modo da non penalizzare i commercianti che dovranno attrezzarsi per incassare i pagamenti con la moneta elettronica per non rischiare di incorrere in una multa

Come richiesto espressamente dal Movimento 5 Stelle è stato inoltre previsto il carcere per i grandi evasori, una novità che entrerà in vigore fin dal momento della conversione in legge del dl fiscale; sono state previste pene dai 4 agli 8 anni a partire da una somma evasa pari a 100mila euro.

Aggiornamento ore 22:56 - Non ci sono ancora informazioni ufficiali, ma solo indiscrezioni, sull'esito degli incontri che il Premier Conte ha tenuto questa sera con le delegazioni dei partiti di maggioranza. In discussione è l'accordo sul limite ai contanti e sul carcere per i grandi evasori.

Aggiornamento ore 18:30 - La convocazione del Consiglio dei Ministri è slittata di due ore: inizialmente era prevista alle 19, ora è stato indicato un nuovo orario, le 21. Evidentemente si stanno prolungando gli incontri a Palazzo Chigi del Premier Giuseppe Conte con le delegazioni dei diversi partiti che aderiscono al governo. Il Presidente del Consiglio incontra in queste ore, separatamente, Luigi Di Maio e una delegazione del M5S, Dario Franceschini e Antonio Misiani per il Pd, Teresa Bellanova e Luigi Marattin per Italia Viva e una rappresentanza di Leu guidata da Roberto Speranza. Intanto l'Italia ha fatto sapere che risponderà alla Commissione UE entro mercoledì 23 ottobre.

L'UE chiede chiarimenti all'Italia

Lunedì 21 ottobre 2019, ore 13:10 - La Commissione Europea invierà oggi una lettera all'Italia per chiedere alcune informazioni supplementari alla bozza della legge di bilancio che il governo di Giuseppe Conte ha inviato la settimana scorsa.

A dover fornire delle delucidazioni non sarà soltanto l'Italia. Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione UE e Commissario europeo per la stabilità finanziaria, ha dichiarato che saranno diversi i Paesi UE a cui verranno chiesti dei chiarimenti:

Dove vediamo rischi di deviazione dalle regole fiscali Ue, a quei paesi chiediamo chiarimenti aggiuntivi. L’Italia sarà tra quei paesi a cui chiederemo chiarimenti aggiuntivi.

La richiesta della Commissione UE arriverà in una giornata particolarmente delicata per l'esecutivo di Giuseppe Conte. Dopo un fine settimana di scontri a distanza sulla manovra 2020, questa mattina il premier ha incontrato Luigi Di Maio a Palazzo Chigi per un faccia a faccia incentrato proprio sulla legge di bilancio, mentre alle 17 dovrebbe tenersi il nuovo vertice di maggioranza.

A chiedere la riunione è stato proprio il leader di M5S, che aveva alzato la voce e sottolineato che senza il Movimento 5 Stelle non esisterebbero né questa manovra 2020 né il nuovo esecutivo di Conte. Dopo la bozza, infatti, bisognerà tirare le somme e andare a correggere lì dove ci sono più tensioni, a cominciare dalle Partite IVA e la cosiddetta "sugar tax" che non sembra convincere Italia Viva di Matteo Renzi.

Ad inserirsi nei nodi ancora da sciogliere, però, ci saranno anche le note della Commissione Europea, che come accaduto lo scorso anno potrebbe imporre delle modifiche a quanto messo in cantiere dal governo italiano.

Foto | Palazzo Chigi

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