Mondo di Mezzo: dopo sentenza definitiva in carcere 9 persone, anche ex presidente assemblea Roma Capitale

Aggiornamento 23 ottobre 2019 - Dopo la sentenza definitiva della Cassazione secondo cui il cosiddetto Mondo di Mezzo non è mafia - con nuovo processo d'appello disposto per ridefinire le pene di Buzzi, Carminati e altri - 9 persone sono state portate in carcere questa notte: si tratta di Mirko Coratti, ex presidente del consiglio comunale capitolino, del dirigente Claudio Turella che si occupava di cura del verde, e poi ancora di Franco Figurelli, Sandro Coltellacci, Guido Magrini, Andrea Tassone, Giordano Tredicine, Marco Placidi e Mario Schina.

Mondo di Mezzo, la Cassazione: "Non fu associazione mafiosa"

22 ottobre 2019 - La Corte di Cassazione ha stabilito questa sera che il sistema criminale ribattezzato dalla stampa "Mafia Criminale", quello che ha portato alla condanna in appello di 32 persone coinvolte a vario titolo nella lunga e complessa inchiesta "Mondo di Mezzo", non può essere considerato a tutti gli effetti mafia.

I giudici della VI sezione penale della Corte di Cassazione, chiamati ad esprimersi sulla conferma delle condanne emesse in appello, hanno riconosciuto l'esistenza di due diverse organizzazioni a carattere delinquenziale, ma hanno escluso le accuse di mafia come accaduto anche al termine del processo di primo grado.

Erano stati i giudici della terza sezione della Corte d'Appello di Roma, nel settembre dello scorso anno, ad accogliere la tesi dell'accusa e riconoscere la sussistenza del metodo mafioso, ripristinando così il regime del carcere duro (ex articolo 416 bis) per i due principali imputati: Salvatore Buzzi e Massimo Carminati, condannati rispettivamente a 18 anni e 4 mesi e 14 anni e 6 mesi di carcere.

Oggi il colpo di scena, nonostante 17 dei 32 imputati fossero già stati condannati per reati di mafia. I giudici hanno rigettato la richiesta di conferma delle condanne avanzata dalla procura generale della Suprema Corte ed escluso l'aggravante mafiosa. Ora, prima di diventare definitive, le pene per gli imputati dovranno essere riviste in appello sulla base della disposizione della Cassazione.

La sindaca di Roma Virginia Raggi è stata tre le prime figure politiche a commentare la sentenza:

Questa sentenza conferma comunque il sodalizio criminale. È stato scritto un capitolo molto buio della storia nostra città. Stiamo lavorando insieme ai romani per risorgere dalle macerie che ci hanno lasciato, seguendo un percorso di legalità e rispetto dei diritti. Una cosa voglio dire ai romani: si va avanti a testa alta.

Corte di Cassazione

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