Caso Regeni, riparte il dialogo con la procura del Cairo

Giulio Regeni supertestimone

A quasi un anno dall'interruzione dei rapporti diplomatici col parlamento egiziano a causa dello stallo nelle indagini sulla morte di Giulio Regeni, qualcosa torna a muoversi. Oggi, lo riferisce l'ANSA, il procuratore generale egiziano Hamada al Sawi ha invitato il procuratore capo di Roma al Cairo per un incontro.

L'obiettivo di questo faccia a faccia sarebbe quello di "confermare la volontà di fare progressi nel campo della cooperazione giudiziaria tra i due Paesi nelle indagini sul caso Regeni".

Il giovane ricercatore italiano fu rapito al Cairo il 25 gennaio 2016 e il suo corpo senza vita e con evidenti segni di tortura fu fatto ritrovare il 3 febbraio successivo nei pressi di una prigione dei servizi segreti egiziani.

A quasi quattro anni da quel barbaro delitto la verità è sempre più vicina, ma la collaborazione delle autorità egiziane è stata tutt'altro che impeccabile, al punto da spingere il presidente della Camera Roberto Fico ad interrompere i rapporti diplomatici col parlamento egiziano.

Nei mesi successivi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio hanno sollecitato la ripresa del dialogo tra le due procure e si erano rivolte direttamente al Presidente dell'Egitto Al Sisi durante il loro incontro a New York nel settembre scorso.

Quegli appelli, almeno sulla carta, sembrano aver sortito l'effetto sperato.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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