Russiagate, oggi Conte al Copasir. Cosa deve chiarire il premier?

Giuseppe Conte e Donald Trump

È in programma per le 15 di oggi, mercoledì 23 ottobre, l'audizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, per riferire degli incontri che i servizi segreti italiani hanno avuto tra l'agosto e il settembre scorsi col procuratore generale degli Stati Uniti William Barr, di fatto Ministro della Giustizia per l'amministrazione Trump.

Gli incontri tra Barr e i servizi segreti italiani sarebbero stati due: uno a Ferragosto, in piena crisi di governo, e il secondo il 27 settembre scorso, quando il nuovo esecutivo si era già formato. I due incontri erano stati autorizzati proprio da Conte, al quale in quanto premier è affidato anche il ruolo di vigilanza e controllo sul Sistema di informazione per la sicurezza.

Conte dovrà chiarire innanzitutto perchè ha autorizzato quegli incontri. L'obiettivo era il Russiagate, l'inchiesta statunitense sulle presunte ingerenze della Russia nella campagna presidenziale che ha portato alla vittoria di Donald Trump. Questo, almeno sulla carta, non ha nulla a che vedere con l'interesse nazionale dell'Italia e Conte sarà chiamato a chiarire anche su questo punto.

Il problema, però, è più complesso: Barr è molto vicino a Trump e le sue conclusioni dopo la pubblicazione del cosiddetto rapporto Mueller - il documento di 448 pagine che riporta le scoperte sul Russiagate da parte del procuratore speciale Robert Mueller - hanno notevolmente sminuito quanto scoperto nei molti mesi di approfondimento.

Il sospetto più che concreto, quindi, è che l'obiettivo del Ministro della Giustizia USA sia quello di trovare a tutti i costi delle conferme del fatto che lo scandalo Russiagate sia una sorta di invenzione dei Democratici USA per mettere in dubbio la regolarità delle elezioni presidenziali del 2016.

A questo sarebbero serviti gli incontri coi servizi segreti italiani, ma anche con quelli dell'Australia e del Regno Unito. Se l'inchiesta è di parte e l'obiettivo sarebbe quello di oscurare il più possibile le ingerenze della Russia, i servizi segreti italiani potrebbero aver contribuito a quello che può essere definito un attacco alla democrazia statunitense. E Conte, che ha autorizzato quegli incontri, ne sarebbe in parte coinvolto.

A sostegno di questa ipotesi, tutta da verificare, ci sarebbe anche il supporto dato dal Presidente USA Donald Trump via Twitter a Giuseppe Conte subito dopo l'apertura della crisi di governo da parte di Matteo Salvini. Quel tweet a favore di Conte - "Le cose cominciano a mettersi bene per il rispettato primo ministro della Repubblica italiana, Giuseppe Conte. Ha rappresentato con forza l'Italia al G-7. Ama molto il suo Paese e lavora bene con gli Stati Uniti. È un uomo di grande talento che spero rimanga primo ministro" - giunto a pochi giorni dal primo incontro tra Barr e i servizi segreti italiani, potrebbe esser stato una sorta di ringraziamento per il supporto dato all'amministrazione Trump.

Cosa, nello specifico, avrebbe chiesto William Barr ai servizi segreti italiani? L'ascolto della deposizione fatta dal professore maltese Joseph Mifsud, una delle figure chiave dell'inchiesta sul Russiagate. Mifsud, di cui non si hanno notizie da due anni, nel 2016 avrebbe rivelato George Papadopoulos, uno dei consiglieri della campagna di Donald Trump, dell'esistenza di migliaia di email rubate dai russi ai democratici statunitensi, incluse quelle della principale sfidante di Trump, Hillary Clinton.

Mifsud, definito un "agente russo" dall'ex direttore dell'FBI James Comey, ha incontrato Papadopoulos proprio a Roma, dove il primo era impiegato presso la facoltà di Scienze Politiche della Link Campus University. Non sappiamo cosa sia successo dopo quell'incontro, ma quelle famose mail sono state effettivamente diffuse a pochi mesi dal voto negli Stati Uniti e Trump è riuscito a portarsi a casa la vittoria.

Mifsud, secondo quanto recentemente riferito dal Daily Beast, era da anni nel radar dei servizi segreti italiani e prima di sparire nel nulla nel 2017 sarebbe arrivato a chiedere protezione alla polizia italiana perché convinto di essere in pericolo. Il docente dal passato misterioso ha fornito qualche importante informazione alle autorità italiane? È il contenuto di quelle rivelazioni quello che gli USA stavano cercando?

E perchè Giuseppe Conte ha evitato di informare di quei due incontri in Italia il Ministro della Difesa Alfonso Bonafede - almeno per l'incontro di ferragosto, quando Bonafede era ancora in carica - né il Quirinale e né lo stesso Copasir davanti al quale Conte è chiamato oggi a riferire? Sarà la testimonianza del premier, che ha promesso assoluta trasparenza, a fugare questi dubbi.

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