Ergastolo ostativo, la Consulta apre ai permessi per gli ergastolani

Carcere di Rebibbia - Roma

A poche settimane dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sull'ergastolo ostativo in Italia, anche la Corte Costituzionale si è espressa sullo stesso tema, stabilendo che la mancata collaborazione di giustizia non dovrebbe impedire agli ergastolani di ottenere permessi premio. Ad una condizione: non devono più esistere collegamenti tra il soggetto e la criminalità organizzata.

I giudici della Consulta hanno ritenuta illegittima la parte dell'articolo 4 bis dell'Ordinamento penitenziario che sancisce il divieto di concessione dei benefici per i condannati per reati di mafia in caso di mancata collaborazione con la giustizia.

Un condannato all'ergastolo, pur avendo deciso di non pentirsi e collaborare con le autorità italiane, che non risulta più legato in alcun modo alla criminalità organizzata può beneficiare dei permessi premio.

A stabilire l'accesso ai permessi per l'ergastolo dovrà essere un magistrato di sorveglianza, che valuterà ogni caso singolarmente sulla base delle relazioni in arrivo dal carcere e le informazioni fornite dalle autorità, dalla Procura Antimafia o dall'Antiterrorismo.

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