al Baghdadi morto in un raid in Siria: "Si è fatto saltare in aria"


Il leader dell'Isis Abu Bakr al-Baghdadi sarebbe morto in un raid nel nord-ovest della Siria secondo fonti militari americane, riportate da Fox News e Newsweek.

Nato a Samarra in Iraq, al Baghdadi, 48 anni, era l’autoproclamato califfo del sedicente Stato Islamico (ISIS), creato a giugno del 2014 nella fascia di terra tra l'Iraq nord occidentale e la Siria orientale.

Secondo le prime notizie, il leader dell'Isis si sarebbe suicidato azionando il detonatore di un giubbino esplosivo facendosi saltare in aria davanti ai militari che erano penetrati nel compound del re del terrore islamista.

La Cnn scrive che l’ultimo covo di al Baghdadi è stato individuato con il contributo decisivo della CIA. Quando le forze speciali hanno fatto irruzione nel compound, al Baghdadi era con alcuni dei suoi familiari tra cui due delle sue mogli: una sarebbe rimaste uccisa nell’esplosione.

A febbraio dell’anno scorso gli Stati Uniti avevano diffuso la notizia che il califfo dell'Isis era rimasto gravemente ferito in bombardamento aereo, risalente a maggio 2017.
Ad aprile scorso al Baghdadi aveva voluto rassicurare i suoi seguaci facendosi rivedere in un video (in alto) per la prima volta dal lontano luglio del 2014.

Donald Trump poco prima dell’annuncio ufficiale della morte del leader Isis aveva annunciato con un tweet: "Qualcosa di molto grande è appena accaduto!".

Morte al Baghdadi: conferme da Iran e Iraq

al-baghdadi-ucciso

Quattro distinte fonti di sicurezza di Iran e Iraq, due di Teheran e due di Baghdad, confermano di aver ricevuto notizie dirette di conferma dalla Siria della morte di al Baghdadi in un raid americano: "L'Iran è stato informato della morte di Baghdadi da funzionari siriani che l'hanno appreso sul campo" riferisce Reuters.

Dall'Isis per ora nessuna conferma ufficiale dell’uccisione di al Baghdadi ma dai profili social gli estremisti invitano a "continuare la jihad anche se fosse vero" e gridano al martirio, spiega su Twitter Rita Katz, direttrice di Site, il sito che si occupa di monitorare i jihadisti che inneggiano alla "guerra santa" sul web.

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