M5S e la sconfitta in Umbria. Correo: "Abbiamo bisogno di Di Battista"

Alessandro Di Battista dà del bugiardo a Salvini

Il Movimento 5 Stelle è uscito a pezzi dalle elezioni regionali in Umbria con quel 7,4% di preferenze che ha dimezzato il risultato ottenuto alle europee (14%), già ridotto notevolmente rispetto alla elezioni politiche (27%). Se fonti ufficiali di M5S hanno prontamente puntato il dito contro il patto stretto col Partito Democratico, dal MoVimento il malumore sembra diretto al capo politico Luigi Di Maio.

L'ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, senatrice M5S, si è sfogata su Facebook invocando una nuova assemblea del Movimento 5 Stelle:

Non posso, con rammarico, rivendicare la proposta di convocare un'assemblea del Movimento 5 Stelle. Tutto il Movimento e non solo degli eletti. Ma i colleghi che lo hanno fatto, o intendono farlo, sarebbero coloro che, sempre attaccati alla poltrona (sicuri che regga l'accusa?) non riconoscerebbero il buono di questo accordo. Peccato che non venga riconosciuto neanche dagli elettori. [...] Il Movimento merita e ha bisogno, ora più che mai, della voce di tutti coloro che ci hanno sempre creduto, che lo hanno costruito e che lo hanno raggiunto negli anni. Nessuno sia escluso.

Coraggio, Movimento 5 Stelle.

È davvero ancora un buon alibi dare la colpa alla Lezzi e ai "malpancisti spoltronati"...

Posted by Barbara Lezzi on Sunday, October 27, 2019

Ben più diretto è stato l'europarlamentare Ignazio Corrao, intervento oggi ad Omnibus su La7. Il pentastellato fa una critica più profonda, parla di perdita dell'identità del Movimento 5 Stelle e giudica un errore l'alleanza col Partito Democratico, arrivando addirittura ad invocare Alessandro Di Battista:

Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità rispetto a chi governava prima la regione a differenza di come fu in Sicilia. Campagna elettorale sbagliata, alleanza sbagliata, gli elettori ci hanno bocciato. [...] Sono d'accordo con Barbara Lezzi, abbiamo bisogno di Di Battista, toglierci la giacca, uscire dal palazzo e lasciare le poltrone.

Stesso tono adottato dall'eurodeputato Dino Giarrusso, che usa toni piuttosto forti e fa nomi e cognomi:

Questo non è il Movimento 5 Stelle per cui abbiamo lavorato tanti anni e con tanta fatica. Ogni volta che un attivista vede uno Spadafora, un Buffagni o una Castelli, viene colto da conati di vomito e fugge via disgustato. Dobbiamo dire basta a questi frutti avvelenati ed a chi li ha coltivati, sostenuti e difesi.

Il capo politico Luigi Di Maio, come accaduto dopo ogni batosta presa dal Movimento 5 Stelle negli ultimi mesi, si è già trincerato dietro il silenzio più assoluto.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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