Draghi alla Lagarde: "Tranquillo nel lasciare la Bce nelle tue mani"

Oggi a Francoforte si è celebrato il passaggio di consegne. Mario Draghi ha ufficialmente lasciato la presidenza della Bce alla sua succeditrice, la francese Christine Lagarde.

In occasione del suo ultimo discorso dalla sede della Banca Centrale, Draghi ha rinnovato il suo appello affinché l'Unione si doti di un bilancio condiviso per riuscire a ridurre i rischi di instabilità: "La costruzione di un'unione dei mercati dei capitali, che porterebbe a una maggiore condivisione dei rischi nel settore privato, ridurrebbe considerevolmente i rischi che devono essere gestiti da uno strumento fiscale centrale" all'Eurozona che "a sua volta ridurrebbe i rischi per l'intera unione quando le politiche nazionali non fossero in grado di svolgere il proprio ruolo". L'obiettivo di Draghi sarebbe quello di arrivare ad una fiscalità unica, anche se ha ammesso che la strada "sarà molto probabilmente lunga".

La creazione di un budget condiviso dovrebbe invece arrivare rapidamente: "La storia dimostra che raramente sono stati creati budget con obiettivi generali di stabilizzazione, ma piuttosto per raggiungere obiettivi specifici di interesse pubblico. Negli Stati Uniti, fu la necessità di superare la Grande Depressione che portò all'espansione del bilancio federale negli anni '30. Forse, per l'Europa, occorrerà una causa urgente come la mitigazione dei cambiamenti climatici per attirare tale attenzione collettiva".

"Ciò che unisce il Consiglio direttivo è sempre stato molto più grande di qualsiasi cosa possa dividerlo. Condividiamo tutti la stessa devozione per il nostro mandato e la stessa passione per l'Europa. Confido che questa convinzione condivisa continuerà a servire la Bce e l'Europa negli anni a venire".

Draghi ha poi aggiunto di essere convinto di lasciare la Bce "in buone mani", anche perché "oggi ci sono 11 milioni di persone occupate in più in Europa, la popolarità dell'euro è ai suoi massimi livelli e i politici dicono che la moneta unica è irreversibile".

La Lagarde ha ascoltato i consigli di Draghi e gli ha riconosciuto importanti meriti: "Caro Mario hai giocato un ruolo centrale nel ritorno alla stabilità. Hai capito, fra i pochi a quel tempo, il potere della destabilizzazione legato rischi che si auto-alimentavano. La tua determinazione è stata cruciale; Dovevi agire, insieme al Consiglio Direttivo, con creatività, visione e usando tutti gli strumenti a disposizione".

Ed infine: "La tua prima qualità è la saggezza. Nei numerosi incontri cui abbiamo partecipato son rimasta impressionata da tuo contributo: parli con chiarezza, hai visioni basate su solide analisi e prove, chiedi attenzione e crei silenzio. E a volte provochi preoccupazioni, a ragione. È quello che chiamo il 'Mario Approach'. Di solito quando si parla di qualcuno alla fine di un mandato si ricordano le sue opere e le sue azioni. Nel tuo caso sono talmente famose che non ce n'è bisogno".

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