Orlando: "Se si va avanti così sarà inevitabile staccare la spina al governo"

"Siamo a un bivio. Tirando a campare il populismo si amplifica".

Andrea Orlando

Il governo giallo-rosso potrebbe non avere un futuro e il PD ha bisogno di un congresso. Andrea Orlando, vicesegretario dei dem, ha rilasciato un'intervista ad Alessandro De Angeles, vicedirettore dell'Huffington Post e ha ammesso che potrebbe essere necessario tornare presto al voto.

Sulla sconfitta in Umbria, Orlando ha detto:

"La definisco una sconfitta molto netta. Punto. Non imprevista, ma certo imprevista nelle dimensioni. La domanda non era 'se' si vinceva o se si perdeva ma se si riuscivano a modificare i rapporti di forza consolidati nel tempo. Da tempo non governavamo i capoluoghi, alle politiche avevamo perso tutti gli uninominali e alle europee l’Umbria è l’unica regione dove non siamo avanzati rispetto alle politiche. Non siamo riusciti a ridurre questa forbice nonostante il grande impegno di Bianconi che voglio anche qui ringraziare"

A Orlando è stato chiesto se il PD sta pagando l'eredità di Renzi e lui ha risposto:

"Renzi qui come altrove ha trovato una situazione politicamente già compromessa, che ha preferito far finta di non vedere pensando che la sua leadership potesse coprire tutto. Ma la responsabilità non può essere data solo a lui. Abbiamo tutti sottovalutato i segnali che arrivano da molto tempo"

Sulla coalizione PD-M5S ha spiegato:

"Il tema è la natura irrisolta della coalizione. Glielo dico con grande chiarezza: non si può stare in una esperienza di governo con un piede solo e tanto più dopo il fallimento di questa formula con Salvini. Né si può ipotizzare un governo cui si dà la funzione di arginare la destra fondandolo su una somma di desistenze"

E sul fatto che Di Maio abbia detto che "il PD fa male al M5S come la Lega", l'ex ministro della Giustizia ha commentato:

"Non credo che il tema della difficoltà dei Cinque Stelle a stare al governo si risolva destabilizzando il governo di cui si fa parte. Credo che gli elettori pentastellati più scettici si convincano al limite con dei risultati e non con degli slogan che non producono fatti"

E ha aggiunto, come risposta a Di Maio:

"Per stare insieme non serve un giuramento d’amore. Serve un’anima. È emerso durante l’elaborazione della manovra: se pensi di stare dentro una coalizione ma che il tuo destino sia altrove giocoforza, cercherai di portare a casa un bottino a scapito degli alleati. E questo si è visto bene in queste settimane. Gualtieri ha fatto un mezzo miracolo e, senza sbattere pugni sul tavolo, ha ottenuto flessibilità per evitare aumento Iva, abbiamo diminuito la pressione sul lavoro, gli asili nido gratis, e alla fine la gente nei bar anche in Umbria parlava del pos, delle manette, di quale era il partito delle tasse e della sugar tax. Così non funziona"

E ha anche detto che "si può stare insieme continuando ad essere avversari per qualche mese, ma non lo si può fare se si ha un orizzonte più ampio". Quando gli è stato chiesto se non esclude il ritorno al voto, Orlando ha detto:

"È la conseguenza, se si prende atto che questa esperienza non è in grado di andare avanti. Di Maio incomincia già a dire che ci vogliono migliorie sulla manovra e non lo dice in una telefonata al ministro dell’Economia ma in diretta tv, Italia viva preannuncia battaglie per modifiche sul fronte fiscale anche in questo caso a mezzo stampa. È chiaro che si persevera in queste pratiche non si darà mai slancio all’esperienza di governo"

E alla precisa domanda "Se si va avanti così staccate la spina?" l'ex Guardasigilli ha risposto:

"Se si va avanti così, sarà inevitabile che per il Pd si ponga questo tema. Non è una minaccia ma siamo davanti a un bivio che non possiamo ignorare. Questa esperienza, nata per necessità e in modo rocambolesco, non può avere come missione quella di ritardare che arrivi al governo la destra di Salvini, guadagnando mesi di vita. Tirando a campare il populismo non si argina, ma si amplifica"

Ma ha anche spiegato che secondo lui è giusto "proporre di trasformare la coalizione in una alleanza", però "si deve di come arrivarci, di quali tappe intermedie, di come fare emergere progressivamente il progetto, e di come fare incontrare elettorati di partiti che si sono combattuti non è un gioco da ragazzi" pur sottolineando che non c'è "un automatismo tra stare al governo a livello nazionale e fare coalizioni a livello locale".

Orlando ha aggiunto:

"Due forze politiche possono non trovare un’intesa perché ci sono ostacoli politici o programmatici nelle singole realtà ma se si dichiara l’incompatibilità allora diventa impossibile raccontare una credibile collaborazione a livello nazionale"

Inoltre Conte ha detto che il conflitto tra Conte e il M5S "ha provocato un danno politico grave". Sul PD, invece, ha detto che ritiene che un congresso ora non sia solo necessario, ma anche urgente.

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