Di Maio gela Zingaretti: "Con il Pd non c’è spazio per alleanze strutturali" (ma il governo non si discute)

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Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio oggi al Senato ha riferito sull’operazione militare turca nel nord della Siria contro i curdi. Il capo politico del M5s ha parlato del "massimo impegno" dell'Italia "per una presa di posizione della comunità internazionale contro l'attacco turco e perché la crisi non si allarghi alla regione".

Di Maio ha rivendicato anche il lavoro della diplomazia italiana in sede Ue e ha risposto ai senatori su cosa intende fare il governo rispetto al regime di Damasco: "Sul tema di parlare o meno con Assad, credo che questi tempi siano maturi per fare un piccolissimo passo in avanti, nell'ambito del comitato costituzionale siriano che rappresenta il nostro faro". Tuttavia non è ancora il momento di "fermare le sanzioni" alla Siria perché questo "potrebbe indebolire la tensione positiva che c'è nel comitato".

Fuori da Palazzo Madama Di Maio ha poi incontrato i cronisti con i quali si è soffermato a parlare di legge di bilancio e alleanze con il Pd. Per quanto riguarda la Manovra "dobbiamo fare ancora dei passi avanti, non c'è ancora l'accordo sulle partita Iva, sul regime forfettario che dobbiamo sistemare. Per questo oggi ci sarà spero l'ultimo vertice di maggioranza per chiudere la legge di bilancio e mandarla Parlamento".

Sulle alleanze con i dem a livello regionale, in vista delle prossime consultazioni elettorali, Di Maio dopo la pesante sconfitta in Umbria tira il freno a mano:
"Non ci sono i presupposti per un'alleanza strutturale con il Pd" dice il ministro riferendosi alle parole del segretario Pd Nicola Zingaretti che ha invocato un’intesa di più lungo respiro, orientata al futuro.

"Si è passati da 'mai col M5S' a voler fare alleanze strutturali. In questi giorni ho incontrato i rappresentanti territoriali di Calabria ed Emilia Romagna e non c'è volontà di fare alleanze strutturali con Pd. Al governo ci siamo per evitare l'aumento Iva, ridurre il numero dei parlamentari e abbassare le tasse" aggiunge Di Maio mostrando una certa incoerenza sottolineata dallo stesso segretario dem, incoerenza che lo espone alle facili critiche dei suoi detrattori: l’alleanza del M5s con il Pd per il governo è solo frutto della paura del voto. Come Matteo Salvini ricorda un giorno sì e l’altro pure.

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