Caso Fiber, Di Maio difende Conte: "Nessun conflitto di interessi"

Luigi Di Maio

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio è stato chiamato oggi alla Camera dei Deputati per il consueto question time del mercoledì e tra i temi a cui il capo politico del Movimento 5 Stelle è stato chiamato a rispondere c'è anche la consulenza legale fatta da Giuseppe Conte nel maggio 2018, prima di essere scelto come Presidente del Consiglio, per una società gestita da un fondo di investimento del Vaticano attualmente sottoposta ad indagine.

Spetterà al Presidente del Consiglio riferire in Aula in data ancora da definire, ma già oggi Di Maio ha letto una nota di Palazzo Chigi in cui viene ricostruito quanto accaduto e in cui viene precisata la totale correttezza di Giuseppe Conte, che una volta diventato premier ha evitato di partecipare a tutti gli incontri legati a quella vicenda, facendosi sostituire dall'allora vicepremier Matteo Salvini.

Nei primi giorni del maggio 2018, quando ancora svolgeva la professione di avvocato e non era stato designato Presidente del Consiglio, il professor Giuseppe Conte ha ricevuto dalla società Fiber 4.0 l'incarico di redigere un parere giuridico pro veritate circa l'applicabilità della disciplina della cosiddetta golden power e dei conseguenti obblighi di notifica, con riferimento alle operazioni compiute nei confronti della società Retelit. Questo è stato l'unico contatto professionale da lui avuto con la società Fiber 4.0, dal momento che ha precisato di non avere mai svolto per essa altre attività di assistenza o difesa giudiziale o stragiudiziale. Il Presidente del Consiglio, al fine di evitare ogni possibile forma di conflitto di interessi, anche indiretto, si è astenuto da qualsiasi attività o coinvolgimento riguardante il procedimento di esercizio della golden power. In particolare, il Presidente Conte non prese parte alla seduta del Consiglio dei Ministri del 7 giugno 2018, nel corso della quale fu esaminata la questione: l'intera seduta del Consiglio dei Ministri fu presieduta dall'allora Vicepresidente del Consiglio, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Anche in seguito, quando la questione tornò all'attenzione della Presidenza del Consiglio per il procedimento sanzionatorio nei confronti della Retelit per la tardività della notifica dell'operazione, Conte si fece da parte e delegò tutto ancora una volta a Matteo Salvini. A giudicare corretto il comportamento di Giuseppe Conte non è soltanto Luigi Di Maio:

La correttezza dell'operato del Presidente Conte è stata certificata anche dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, istituzionalmente deputata nel nostro ordinamento a vigilare sulle ipotesi di conflitto di interessi. La medesima Autorità è stata sollecitata a valutare un potenziale conflitto di interessi del Presidente del Consiglio Conte a seguito di alcune segnalazioni ad essa pervenute. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con lettera del 24 gennaio 2019, ha ritenuto di non dover avviare alcun procedimento ai sensi della legge n. 215 del 20 luglio 2004, non ritenendo sussistenti i presupposti per l'applicazione della legge in materia di conflitto di interessi.

Di Maio ha confermato in aula che Giuseppe Conte risponderà alla Camera a tutte le domande che i deputati vorranno porgli sulla questione.

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