Commissione Segre, Centrodestra si astiene. ANPI: così si legittima il razzismo. Critiche anche dal Vaticano


L’astensione dei senatori di centrodestra sulla mozione anti odio e antirazzismo della collega Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti, ha suscitato tante reazioni di condanna, non solo da parte della maggioranza che sostiene il governo.

Parolin: "Riflettere sui valori fondamentali"

Il non voto dei senatori di Lega, FI e FdI sull'istituzione di una commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza, desta molte perplessità nella Chiesa: "Mi preoccupa che su valori fondamentali come l'antisemitismo dovremmo essere tutti uniti. Ci sono cose su cui dovremmo convergere. Penso che l'invito sia a riflettere sui valori fondamentali" dice il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin.

La mozione alla fine è passata con 152 voti a favore, nessun voto contrario e 98 astensioni, arrivate tutte dai banchi dell’opposizione.

Anpi: "Profonda preoccupazione"

Anche l’Associazione nazionale dei partigiani stigmatizza l'astensione dei senatori del centrodestra sulla mozione Segre. L’Anpi esprime "soddisfazione e apprezzamento per il voto favorevole del Senato all'istituzione di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio" ma non può non rimarcare la "profonda preoccupazione e condanna rispetto all'astensione da parte dei senatori delle forze politiche di centrodestra, un atteggiamento grave e fortemente irresponsabile, in quanto interpretabile come atto di legittimazione dei fenomeni che la Commissione intende contrastare".

Il commento della senatrice Liliana Segre

La senatrice a vita a Repubblica spiega che la sua "sorpresa più grande è stata la citazione di Orwell fatta da Salvini, quando ha paragonato la commissione all'organo d'uno Stato di polizia per l'imposizione del pensiero unico". Segre pensava che ormai "sulle discriminazioni razziali non ci fossero margini per i distinguo. Ma evidentemente i tempi sono cambiati".

Poi la stoccata a Salvini e Meloni: "Il 'nazionalismo aggressivo' è cosa diversa dal patriottismo. Posso ben dirlo io che amo moltissimo il mio Paese ma ho patito le conseguenze del nazionalismo praticato dal fascismo”.

Berlusconi prova a smarcarsi (ma è tardi)

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi intanto prova a smarcarsi dalle polemiche, ma per un politico che vuole ancora presentarsi come leader dei moderati l’astensione dei parlamentari azzurri sulla mozione Segre appare un grosso autogol (come ha fatto notare Mara Carfagna: "Stiamo tradendo i nostri valori").

Berlusconi in una lettera al Giornale scrive: "Noi eravamo e siamo favorevoli alla creazione della Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, come proposto dalla senatrice Segre. Il voto al Senato - dove la sinistra aveva appena bocciato una nostra mozione contro l'antisemitismo e il razzismo - verteva però su un altro tema: la mozione della maggioranza conteneva errori tecnico-giuridici dalle conseguenze preoccupanti, prefigurando l'introduzione di nuovi reati d'opinione e quindi sovrapponendosi in modo generico e confuso a norme già esistenti. Questo per noi da liberali è inaccettabile".

Matteo Renzi ringrazia.

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