Renzi ora ha Conte nel mirino: "A me sta a cuore l'Italia, non il futuro dell'avvocato Conte"

"Mi costa molto essere alleato con il M5S, ma se rompessimo agli italiani costerebbe di più".

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Questa mattina Il Messaggero ha pubblicato un'intervista realizzata a Matteo Renzi mentre era sull'aereo di ritorno dagli Stati Uniti. Al leader di Italia Viva sono state fatte ovviamente domande sull'attuale governo e l'ex Premier ha fatto capire che la sopravvivenza dell'esecutivo non dipende strettamente dalla presenza o meno del Presidente Giuseppe Conte. Infatti, mentre da una parte ripete che la legislatura proseguirà fino alla sua scadenza naturale, dall'altra Renzi, sulla presenza o meno di Conte, dice:

"Dipende da come funziona il governo, non da me. Niente di personale, sia chiaro: a me sta a cuore l'Italia, non il futuro dell'avvocato Conte. Conte è stato il Premier di una maggioranza che ha azzerato la crescita in Italia: per una serie di circostanze oggi si ritrova premier anche della maggioranza alternativa. Qualcuno degli alleati, che confonde i sondaggi con la politica, lo immagina addirittura candidato leader alle prossime elezioni. Tutto assolutamente legittimo. Io però ragiono diversamente. Per me l'unica preoccupazione è che l'Italia vada avanti, che le tasse non aumentino, che il Paese si rialzi: quindi spero che Conte lavori bene. Faccio il tifo per lui e gli do una mano, oggi, senza farmi film su domani. Che cosa abbia in testa Conte per il suo futuro mi è indifferente: basta che adesso pensi a lavorare per il bene dell'Italia. La legislatura durerà fino al 2023, sicuramente: siamo una democrazia parlamentare e in Parlamento c'erano, ci sono e ci saranno i numeri per un governo che non ci spinga fuori dall'Europa"

Renzi ha anche fatto capire che spesso si morde la lingua per non criticare troppo il governo, ma ci sono dei punti su cui non ha intenzione di stare zitto, in particolare sull'aumento delle tasse:

"Ora c'è bisogno di eliminare i tre principali errori rimasti: le tasse su zucchero, plastica e soprattutto auto aziendali che sono una inspiegabile mazzata alla classe media. Nella mia esperienza politica ho sempre abbassato le tasse, dall'addizionale Irpef in comune all'Ipt in provincia, fino agli 80€ o Industria 4.0 o l'Irap costo del lavoro o l'Imu prima casa. Non cambio linea adesso. Anzi: rivendico la battaglia culturale. Giusto combattere l'evasione fiscale ma va combattuta anche l'invasione fiscale: l'invasione fiscale di nuove tasse e aumenti sconsiderati. Le tasse in Italia sono troppe: facciamole scendere. O almeno non alziamole"

Renzi ritiene anche che la legge di Bilancio sarà modificata in Parlamento e che non succederà come l'anno scorso, che fu posta la fiducia per non permettere alle Camere di discuterla. Sul fatto che il PD minacci di staccare la spina se si continuerà a litigare sulla manovra e non solo, Renzi dice:

"Per me è folle. Questo governo è nato in emergenza per rispondere allo strappo leghista. Con le elezioni anticipate avremmo avuto l'aumento dell'Iva, i pieni poteri a Salvini, un capo dello Stato No Euro e tensioni sui mercati. Con il blitz di agosto abbiamo eliminato in un colpo solo tutti questi rischi: rivendico l'operazione dì igiene istituzionale che abbiamo fatto. Adesso abbiamo due obiettivi: eleggere un Presidente della Repubblica garante dell'Italia in Europa nel 2022 e utilizzare questo periodo di calma sui mercati per ridurre il costo degli interessi sul debito"

Nell'intervista Renzi parla anche della sconfitta subita da PD e M5S in Umbria e commenta:

"Non credo sia stato geniale dare tanto valore alle regionali in Umbria. Erano elezioni locali. Mi sono sforzato invano di capire perché abbiano convinto il premier a fare la foto a Narni: lasciamo che chi ci governi, pensi a governarci, non a fare spot in Umbria. Stiamo insieme a livello nazionale per necessità. Ma a livello locale ognuno fa le proprie valutazioni"

E alla domanda su quanto gli costi avere come alleato il M5S, Renzi risponde:

"Mi costa molto, perché negarlo? Mi costa molto a livello personale ma se rompessimo agli italiani costerebbe molto di più, da tutti i punti di vista, a cominciare da quello economico. Dunque metto al primo posto l'interesse dei nostri concittadini: abbassiamo il costo del debito, raggiungiamo quota 50 intesa come 50 miliardi di interessi, eleggiamo un Presidente della Repubblica. Poi nel 2023 tutti saremo liberi. Se invece lei si riferisce a Roma come città: siamo fieri di essere all'opposizione di Virginia Raggi. Niente di personale, ma il suo modo di fare il sindaco è il contrario di ciò che io intendo per buona amministrazione"

Renzi poi sostiene che il voto di gennaio in Emilia-Romagna non deve avere ripercussioni sul governo, mentre sul tema del rinnovo del memorandum con la Libia, ha ammesso che Italia Viva non è stata consultata, ma che il Premier Conte si è già scusato con Rosato. Infine si è parlato di possibili arrivi nel suo partito da Forza Italia, visto che alcuni parlamentari, tra cui Mara Carfagna, non hanno digerito il fatto che FI si sia astenuta nel voto sulla commissione Segre: Renzi ha ribadito l'invito a tutti coloro che condividono i valori di Italia Viva che è una forza liberale e riformista che può accogliere i delusi del PD, del M5S e della destra che non si riconosce nella linea sovranista imposta da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

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