Ex Ilva, Patuanelli: "Il governo non consentirà la chiusura dello stabilimento"

salvini-su ilva governo fa scappare i proprietari

L’annuncio di ArcelorMittal che si dice pronta a lasciare l’ex Ilva di Taranto perché è venuta meno la protezione legale a suo favore (dopo la decisione in tal senso del parlamento) suscita reazioni nel mondo sindacale e politico. E se il governo promette che non permetterà la chiusura dell’ex Ilva, dalle opposizioni piovono critiche.

ArcelorMittal con una lettera ai Commissari straordinari di Ilva ha comunicato oggi la volontà di recedere dal contratto o di risolvere lo stesso per l'affitto e il successivo acquisto condizionato dei rami d'azienda dell’ex Ilva e di alcune controllate chiedendo agli amministratori "di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro 30 giorni dalla loro ricezione della predetta comunicazione di recesso o risoluzione".

Il contratto prevedeva infatti che se fosse sopravvenuta una legge che andava a incidere sul piano ambientale dello stabilimento in modo da renderne impossibile la gestione o l'attuazione del piano industriale, la società avrebbe avuto il diritto di recedere dal contratto stesso. La protezione serviva ad ArcelorMittal per attuare il piano ambientale senza il rischio di incorrere in responsabilità penali.

Fiom-Cgil: governo contraddittorio

La protezione legale è venuta meno a partire da ieri, 3 novembre 2019. I sindacati parlano di disastro. La segretaria della Fiom-Cgil Francesca Re David dice: "È da tempo che noi evidenziamo forti preoccupazioni rispetto alla realizzazione dell’accordo. Il comportamento del Governo è contraddittorio è inaccettabile: con il Conte 1 ha introdotto la tutela penale parallela agli investimenti e con il Conte 2 ha cancellato la stessa norma dando all’azienda l’alibi per arrivare a questa decisione".

E ancora: "L’azienda deve chiarire quali siano le sue intenzioni rispetto dell’accordo e al piano di investimenti. In occasione dell’incontro fissato per stasera con la Presidenza del Consiglio, la Cgil porrà la questione dell'ex Ilva come una priorità" aggiunge la sindacalista.

Palazzo Chigi: non permetteremo la chiusura

Il governo intanto assicura "che non consentirà la chiusura dell'Ilva. Non esistono presupposti giuridici per il recesso del contratto. Convocheremo immediatamente Mittal a Roma". Il ministro per le Politiche agricole Teresa Bellanova chiede che: "ArcelorMittal receda dai propositi appena annunciati ai Commissari Straordinari ex Ilva, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli intervengano immediatamente per impedire la perdita di circa 20mila posti di lavoro, lo smottamento della filiera italiana dell'acciaio, lo stop al piano ambientale a Taranto, la compromissione irreversibile di un percorso teso a tutelare salute, lavoro, ambiente".

Salvini: Conte venga in Parlamento

Le opposizioni hanno gioco facile ad attaccare l’esecutivo. Per il leader della Lega Matteo Salvini: "Se il governo tasse, sbarchi e manette farà scappare anche i proprietari di Ilva, mettendo a rischio il lavoro di decine di migliaia di operai e il futuro industriale del Paese, sarà un disastro, e le dimissioni sarebbero l'unica risposta possibile. La Lega chiede che Conte venga urgentemente a riferire in Parlamento".

Intanto al ministero dello Sviluppo economico in queste ore si sta tenendo un vertice strordinario alla presenza dei ministri dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, di quello del Lavoro Nunzia Catalfo, di quello dell'Ambiente Sergio Costa e del ministro della Sanità Roberto Speranza.

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