Lecce, insulti contro Liliana Segre. Si dimette il segretario cittadino della Lega

La senatrice a vita Liliana Segre è diventata ancora più un bersaglio di razzisti ed ignoranti dopo che la Commissione da lei proposta contro l'odio e il razzismo ha avuto il via libera del Senato mentre tutti i senatori del centrodestra si sono astenuti dal voto in aula.

Quella preoccupante astensione ha contribuito ad associare l'attuale centrodestra col crescente razzismo e odio in Italia. E le parole dei leader Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, o l'assenza di parole in alcuni casi, non hanno affatto aiutato, anzi. E così, mentre i sostenitori di Salvini & co. si arrampicavano sugli specchi e tentavano di dare una definizione soggettiva di razzismo e di incitamento all'odio, i leoni da tastiera si sono lanciati in insulti e minacce nei confronti della senatrice sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti.

Tra le persone che si sono schierate contro Liliana Segre c'era anche il segretario cittadino di Lecce della Lega, Riccardo Rodelli, che aveva affidato a Facebook il proprio pensiero. L'uomo aveva definito Segre una "nonnetta mai eletta" - dimenticando il fatto che i senatori a vita non vengono eletti, come ben illustrato dall'articolo 59 della Costituzione, ma vengono scelti dal Presidente della Repubblica - e una "vecchietta ben educata reduce dai campi di concentramento" nel tentativo di screditare la sua autorità.

Come un complottista qualsiasi che non riesce ad accettare la realtà dei fatti, il politico locale ha descritto la senatrice Segre come una pedina della cosiddetta Casta che vorrebbe mettere un freno alla libertà di parola. Quello sfogo, per fortuna, non è passato inosservato e in queste ore Riccardo Rodelli, dopo le polemiche sollevate dalle sue parole, si è dimesso.

La conferma è arrivata dal segretario provinciale della Lega Gianni De Blasi:

Prendo atto delle dimissioni da coordinatore cittadino della Lega a Lecce, rassegnate nelle scorse ore dall'avvocato Riccardo Rodelli. Questi ha chiarito (e non poteva essere diversamente) di aver espresso quelle parole esclusivamente a titolo personale e non nelle vesti di responsabile del nostro partito.

De Blasi ha poi preso le distanza da quelle affermazioni:

Per quanto mi riguarda ritengo che le parole debbano avere sempre un senso e un peso. E che, pur nella durezza dello scontro politico, non si debba mai travalicare il limite. A maggior ragione nei confronti di chi ha vissuto sulla propria pelle le atrocità dell'Olocausto.

Dal leader della Lega Matteo Salvini, anche oggi molto attivo su Facebook nel fare propaganda e screditare in qualsiasi modo gli avversari politici, non sono arrivati commenti, probabilmente perchè non rientrano nella narrativa che sta portando avanti ormai da mesi e che, sondaggi alla mano, sta ancora funzionando.

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