Ilva, Calenda porge la mano a Conte: "Se serve aiuto su crisi aziendali, io ci sono"

L'ex ministro dello Sviluppo Economico, ancora una volta, offre il suo aiuto.

Carlo Calenda su caso FCA-Renault

Ancora una volta Carlo Calenda offre il proprio aiuto per affrontare il problema delle crisi aziendali, tra i quali i più gravi attualmente sono Ilva, Whirlpool (la cui soluzione vera e propria è stata solo rimandata) e Alcoa. Non è la prima volta che l'ex ministro dello Sviluppo Economico tende la mano a quelli che, sostanzialmente, sono suoi avversari politici. Già quando al governo c'era l'esecutivo giallo-verde lo ha fatto più volte offrendo aiuto all'allora titolare del MISE Luigi Di Maio, che non gli ha mai risposto, oggi lo fa direttamente con il Premier del governo giallo-rosso, che poi è lo stesso del precedente, Giuseppe Conte.

Calenda, infatti, su Twitter ha scritto:

"Caro Giuseppe Conte, io non avrei mai accettato di fare il ministro di un governo che ritenevo e ritengo sbagliato. Ma se per ipotesi sulle crisi aziendali Ilva, Whirlpool, Alcoa etc servisse un aiuto, sarei pronto immediatamente a dare una mano"

Ieri sera, durante la sua ospitata a Otto e mezzo, a Lilli Gruber Calenda ha spiegato che è assurdo che l'attuale governo, sostenuto da Renzi e PD, abbia tolto lo scudo penale previsto per Arcelor Mittal, assurdo perché proprio Renzi e il PD, quando lui stesso era ministro dello Sviluppo economico, hanno fatto il lavoro per far arrivare l'investitore in grado di salvare l'Ilva e quel lavoro comprendeva, appunto, lo scudo penale. Calenda ha aggiunto:

"E sapete perché hanno votato l'abolizione dello scudo penale? Perché quindici senatori capeggiati dalla Lezi dei 5 Stelle, che sono decisivi per la maggioranza, hanno imposto questa cosa. Davanti a questo io ho fatto subito un filmato e rilasciato dichiarazioni dicendo 'state attenti che salta tutto'. Davanti a questo il PD e Renzi continuano a dire oggi che è colpa di Tizio, di Caio o di Sempronio. La responsabilità è totalmente loro perché lo scudo è caduto definitivamente con la votazione in Parlamento e il fatto che non sappiano dire 'scusate, abbiamo fatto un errore, adesso cerchiamo di capire come va recuperato' è un indice di confusione totale della parte progressista e riformista di questa maggioranza"

Calenda ha anche spiegato che secondo lui è indispensabile sedersi al tavolo con Arcelor-Mittal e capire cosa vogliono fare, stando bene attenti che il colosso con sede a Lussemburgo non chieda di continuare solo con la produzione di acciaio da lavorazione sospendendo quella di acciaio primario. Questo significherebbe intanto circa 7mila posti di lavoro in meno, ma anche mettere l'Italia nei guai, perché l'acciaio primario è importante per un settore in cui la nostra nazione è fortissima, ossia la meccanica e dunque non può diventare dipendente dall'estero.

L'ex ministro oggi europarlamentare ritiene poi che, in caso le cose vadano male con Arcelor-Mittal, bisognerebbe mettere di nuovo l'Iva in amministrazione straordinaria e rifare la procedura di vendita ripristinando l'immunità, ma stando bene attenti perché in quel caso Arcelor-Mittal potrebbe fare causa.

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