Lamorgese: "Libia disposta a rivedere accordo sui migranti"

Il governo di unità nazionale libico guidato da Fayez al Serraj ha accettato, su richiesta del Governo italiano, di rivedere l'accordo con l'Italia, firmato nel 2017 dal Governo Gentiloni. Con il Memorandum l'Italia si impegnò a formare e a fornire mezzi alla sedicente Guardia Costiera Libica oltre a finanziare i "centri d'accoglienza". Si tratta di spese per le quali il Governo italiano non ha mai chiarito realmente quale sia il costo, oltre a non poter garantire al 100% come questi soldi siano stati effettivamente spesi. Secondo alcune stime la cifra stanziata si aggirerebbe intorno ai 150 milioni di euro per il triennio.

Nella sostanza il Governo Gentiloni accettò di tapparsi occhi e orecchie per lasciare alla Libia il compito di fare il lavoro sporco, fermando e poi detenendo i migranti pronti ad arrivare in Italia. Se ne può parlare in questi termini per due semplici ragioni: i componenti della guardia costiera libica altro non sono che miliziani spesso in combutta con i trafficanti, mentre i "centri d'accoglienza" - come ampiamente documentato - altro non sono che dei lager, nei quali le persone vengono stipate senza alcun rispetto per il senso di umanità.

L'obiettivo di questo Governo è quello di migliorare il Memorandum, per riuscire a ridurre tutte le storture. A confermare questa intenzione è stata la Ministra Lamorgese nella sua informativa alla Camera. La Ministra è partita dal ribadire che, a suo giudizio, sono sostanzialmente positivi gli effetti che ha avuto l'accordo in essere per fermare il fenomeno migratorio: "Ha contribuito a ridurre del 97 per cento i flussi migratori dalla Libia e, dato oggettivo, anche il numero delle morti in mare. La sottoscrizione del Memorandum ha svolto un ruolo importante per evitare l'isolamento delle autorità libiche e per coinvolgerle in comuni strategie per il contrasto al traffico di essere umani. L'Italia rappresenta il principale partner della Libia nella lotta a tale traffico".

I quattro punti sui quali si vuole intervenire sono: il miglioramento dei centri d'accoglienza (che poi sono dei centri di detenzione), la creazione di corridoi umanitari, il miglioramento del controllo delle frontiere a sud della Libia e la creazione di un nuovo piano di progetti di sviluppo per la Libia.

Il miglioramento dei "centri di accoglienza" è quello che sta più a cuore a questo Governo: "L'obiettivo dell'Italia è quello di migliorare le condizioni di vita dei migranti e di garantire il rispetto dei diritti umani in vista di una graduale chiusura di questi centri, favorendo il loro trasferimento in altre strutture per arrivare a centri gestiti direttamente dalle agenzie dell'Onu".

La creazione di veri corridoi umanitari è altresì fondamentale, perché in questo momento la Libia è diventata un imbuto capovolto; per la Lamorgese "è lo strumento più significativo che abbiamo ma ci occorrono strumenti ordinari per affrontare questa situazione". Anche il controllo delle frontiere a sud della Libia viene considerato come un obiettivo primario, perché impedirebbe a molti migranti provenienti dal centro Africa di avventurarsi in un Paese instabile, alla ricerca di un futuro difficile da trovare.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO