Ilva, Conte: "Scudo penale non previsto dal contratto" | L'A.d. di ArcelorMittal conferma il recesso


Lo scudo penale per l’ex Ilva non è nel contratto. Con queste parole il premier Giuseppe Conte replica in un colpo ai sindacati e a Matteo Renzi che avevano chiesto di togliere ogni alibi ad ArcelorMittal che vuole rescindere il contratto di acquisizione e bloccare la produzione dell’acciaio nel polo siderurgico di Taranto, che, lo ricordiamo, è il più grande d’Europa.

Premier: in Italia si rispettano le regole

"È stato stipulato un contratto e domani saremo inflessibili sul rispetto degli impegni incontrando Arcelor Mittal" assicura il presidente del Consiglio che sottolinea come il colosso indoeuropeo dell’acciaio abbia "partecipato a una gara con evidenza pubblica e in Italia si rispettano le regole".

Conte prosegue spiegando che sull’ex Ilva "non si può pensare di cambiare una strategia imprenditoriale adducendo a giustificazione uno scudo penale che peraltro non è previsto contrattualmente". Sullo sfondo non c’è solo la questione dello scudo penale limitato al piano ambientale ma anche la crisi di un settore, appunto quello dell’acciaio europeo (e americano) che vede nuovi giganti sulla scena mondiale: Cina, India e Turchia.

Il governo lavorerà perché sia "non solo assicurata la continuità degli investimenti produttivi, ma sia rispettato assolutamente il livello occupazionale" anche per quanto riguarda l’indotto, precisa Conte, a fronte degli oltre 15mila posti di lavoro che sarebbero a rischio. "Pretendiamo che siano rispettati gli impegni per quanto riguarda le bonifiche ambientali" aggiunge il premier.

Ministro Patuanelli: prendono in giro lo Stato

Altrettanto duro il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuatelli secondo cui ArcelorMittal vuole "prendere in giro lo Stato... Hanno deciso di andarsene da Taranto ancora pima del cambio di governance che ha il compito di traghettare la proprietà fuori dall'Ilva". Per il ministro: "Il loro piano industriale è stato disatteso nei numeri, nella prospettiva di rilancio e non ha proiezione futura per errori macroscopici".

Consiglio di fabbrica a Taranto

Sempre oggi si è tenuto il Consiglio di fabbrica convocato d'urgenza dai sindacati Fim, Fiom e Uilm nell'acciaieria ArcelorMittal di Taranto: "Non consentiremo né ad ArcelorMittal né ad altri di assumere decisioni che attentino alle garanzie contenute nell'accordo del 6 settembre 2018, che si è dimostrato finora l'unico e il solo strumento, con i fatti, per evitare la deriva ambientale e sociale del territorio".

Intanto l’amministratore delegato di ArcelorMIttal Italia Lucia Morselli confermando la volontà di rescissione del contratto di acquisizione dell’ex Ilva ha parlato di sospensione della produzione. E pensare che l’allora ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio - come ricorda Federico Mello su Twitter - poco più di un anno fa annunciava in pompa magna: "Abbiamo risolto la crisi dell’Ilva..."

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