Ilva, Conte e Patuanelli incontrano i vertici di ArcelorMittal. A Taranto sit-in dei lavoratori

Il colosso vuole recedere anche se dovesse essere concesso lo scudo penale.

20.30 - La conferenza stampa inizialmente annunciata per le ore 17 non si è più tenuta. Siamo in attesa di notizie da parte del Governo.

16.30 - L'incontro a Palazzo Chigi si è concluso ed è prevista una conferenza stampa per le 17 di oggi, anche se dalle indiscrezioni appare evidente l'intenzione di ArcelorMittal di proseguire per la linea già annunciata nelle ultime ore.

10.30 - Potrebbe essere un giorno decisivo quello di oggi nell'ambito della crisi Ilva. Il governo, infatti, incontra a Palazzo Chigi i vertici di ArcelorMittal per discutere della risoluzione del contratto chiesta dal colosso anglo-indiano. Da una parte ci saranno il Premier Giuseppe Conte e il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, dall'altra l'ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli, il numero uno della famiglia Mittal, Lakshami, e il figlio Aditya, che si occupa degli affari in Europa.

Secondo quanto trapelato finora sembra che il governo voglia tenere la propria posizione chiedendo che non ci siano esuberi e sarà forse disposto a concedere nuovamente lo scudo penale. ArcelorMittal, però, sembra intenzionato ad andare via comunque, perché nella citazione che ha depositato presso il Tribunale di Milano, c'è scritto che anche se "la protezione legge fosse ripristinata, non sarebbe possibile eseguire il contratto" perché l'autorità giudiziaria di Taranto ha disposto la chiusura dell'altoforno 2 e di conseguenza dovrebbero essere spenti anche l'1 e il 4 per motivi precauzionali. Per questo, secondo loro, il contratto andrebbe risolto.

Il ministro Patuanelli ieri su Facebook è stato abbastanza duro contro il colosso del siderurgico, sostenendo che dalla documentazione presentata con la richiesta di disdetta del contratto emerge una strategia covata da tempo, forse a causa dei risultati peggiori delle attese. L'Ilva, infatti, sta perdendo due milioni al giorno. ArcelorMittal, dunque, aspettava solo l'occasione giusta per defilarsi.

Il PD e Italia Viva, intanto, insistono affinché venga ripristinato lo scudo penale, votando subito un emendamento nel decreto fiscale, in modo da togliere ogni alibi ad ArcelorMittal, il MoVimento 5 Stelle, invece, è diviso, visto che è stato proprio un gruppo di senatori pentastellati capitanati da Barbara Lezzi, ex ministra del Sud, a insistere per far togliere lo scudo penale. Il ministro Patuanelli, invece, ha detto che si può valutare l'inserimento di una norma che esplicitamente un principio già presente nel nostro ordinamento, ma non una norma ad personam per ArcelorMittal.

Secondo fonti interne a Palazzo Chigi, per ArcelorMittal il problema non è tanto lo scudo penale quanto la sostenibilità della produzione e il numero di dipendenti, perciò, molto probabilmente, chiederà di non pagare le concessioni e di fare degli esuberi.

Renzi, intanto, ha precisato di non sostenere alcuna cordata con suoi "amici" dentro, come era stato ipotizzato in questi giorni, ma che la posizione del suo partito Italia Viva è molto semplice: se ArcelorMittal recede, si va a chiedere al secondo classificato della gara, che sarebbe la cordata Jindal-AcciaItalia. A Taranto, nel frattempo, i lavoratori si sono riuniti in un presidio di protesta con i sindacati Fim, Fiom e Uilm e anche loro sostengono che il vero problema non è lo scudo penale e chiedono al governo di non cedere ad alcun ricatto di ArcelorMittal.

Conte e Patuanelli incontrano ArcelorMittal

Foto © Palazzo Chigi - Licenza CC BY-NC-SA 3.0 IT

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