Taglio dei parlamentari, 49 firme in Senato per il referendum. Ci sono anche 3 di M5S

Mario Michele Giarrusso

La riforma costituzionale del taglio dei parlamentari, approvata in via definitiva lo scorso ottobre, entrerà in vigore automaticamente a meno che uno dei due rami del Parlamento - o in alternativa 5 Consigli regionali o 500mila elettori - non riesca a chiedere un referendum confermativo e lasciare quindi l'ultima parola ai cittadini.

A tentare il tutto per tutto, e scongiurare così la riduzione dei parlamentari, ci sta pensando un gruppetto di senatori, già riuscito a raccogliere 49 firme tra le varie forze politiche. Il numero da raggiungere per presentare il referendum confermato al vaglio della Corte di Cassazione è di 64 senatori, un quinto dei componenti attuali, il termine ultimo è fissato per il mese di dicembre.

Già 49 senatori hanno già messo la firma e tra questi ce ne sono moltissimi che avevano votato a favore della riduzione, a cominciare da tre senatori del Movimento 5 Stelle, quello stesso M5S che aveva fatto del taglio del numero dei parlamentari uno dei propri cavalli di battaglia.

La conferma è arrivata dal senatore Tommaso Nannicini del Partito Democratico, secondo il quale le firme apparterebbero a quasi tutti i gruppi, Lega esclusa. E questo, almeno per ora, è senza dubbio un punto a favore della propaganda leghista, un particolare su cui il leader Matteo Salvini batterà nei prossimi giorni: "Ci sono anche tre colleghi del M5S di cui non riferisco i nomi per rispettare la riservatezza, ma il loro atto mi ha stupito".

Dei tre senatori del Movimento 5 Stelle, soltanto uno si è già palesato. Mario Michele Giarrusso, da tempo in rotta di collisione con la linea ufficiale dettata da Luigi Di Maio:

Ho votato per il taglio, ma sono favorevole al fatto che i cittadini possano pronunciarsi. Semplicemente se confermasse la scelta fatta dal Movimento, ci vedrebbe fortissimi. [...] È una riforma fatta nell’interesse dei cittadini. I cittadini ci diano il loro sostegno, io non ho dubbi che ce lo daranno. Il popolo è sovrano, noi crediamo nella democrazia diretta.

I risultati di un eventuale referendum potrebbero essere scontati. Visto il periodo storico in cui ci troviamo è impossibile immaginare uno scenario diverso da una grande maggioranza dei cittadini a favore del taglio. Arrivare ad indire un referendum confermativo su un tema come questo significherebbe gettare al vento ulteriori soldi pubblici e, non da meno, screditare ulteriormente l'immagine del governo attuale che ha approvato la riforma.

A supporto del referendum ci sono anche il senatore Roberto Giachetti, da poco passato ad Italia Viva di Matteo Renzi, e Andrea Cangini di Forza Italia, secondo il quale questa riforma "allarga ulteriormente il divario tra cittadini e istituzioni".

Foto | Facebook

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