Ilva, Conte: "Il problema è industriale. ArcelorMittal chiede 5mila esuberi ed è inaccettabile"

ArcelorMittal non è disposta a mantenere gli accordi. Dal Governo era arrivata un'apertura sullo 'scudo penale', ma in serata il Premier Conte ha confermato come la multinazionale si stia nascondendo dietro questa scusa per rimangiarsi il piano industriale che le ha permesso di vincere la gara. Al termine del Cdm, Conte ha detto di non essere intenzionato a "farsi prendere in giro".

"Non è lo scudo la causa di disimpegno dell'azienda. Chi non sta rispettando i patti? A noi sta a cuore il rilancio di quel polo industriale- Noi chiediamo il rispetto del piano industriale. Abbiamo invitato ArcelorMittal a prendersi un paio di giorni per proporci qualche soluzione, perfarci una proposta per assicurare continuità dei livelli occupazionali, produttivi e ambientali. Possano ritornare al nostro tavolo con delle proposte accettabili e plausibili. Invitiamo l'azienda a rimediare queste sue iniziative, non accettiamo che ci siano iniziative di tutela giudiziaria dal loro punto di vista. Siamo determinati a difendere con il massimo rigore, a fare tutto quello che è necessario per rilanciare Taranto".

Nelle sue intenzioni, ArcelorMittal vorrebbe lasciare a casa altri 5mila lavoratori ed il Premier ha assicurato che il Governo "non lascerà soli gli operai". Per il Governo: "non è accettabile lasciare 5mila lavoratori e quindi 5mila famiglie senza lavoro e senza futuro. Per me è inaccettabile qualsiasi piano di esuberi. C'è un rischio di impresa, parliamo di un player globale attrezzatissimo, profondo conoscitore del mercato. È inaccettabile che dopo un anno si metta in discussione il piano. È inaccettabile la proposta che oggi ci è stata fatta. Nessuna responsabilità sulla decisione dell'azienda può essere attribuita al Governo".

In ogni caso Conte ha ribadito che c'è la massima disponibilità "a tenere aperta una finestra negoziale 24 ore su 24, d'ora in avanti".

Dopo Conte ha preso la parola il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli che ha ribadito che il Governo ritiene "non ci sia una reale motivazione strutturale", bensì "l'incapacità di rispetto del piano industriale" e se "Arcelor Mittal non è in grado di rispettare il suo piano industriale, non possono essere i lavoratori e Taranto a pagare". E ancora: "A prescindere da ogni altra condizione la società oggi dice che non riesce a produrre più di 4 milioni di tonnellate e che queste non sono sufficienti a remunerare l'investimento. Ma Mittal ha vinto la gara per Ilva promettendo 6 milioni di tonnellate e 8 milioni dal 2024".

I Sindacati, intanto, hanno deciso di proclamare una giornata di sciopero di 24 ore nel quadro delle "iniziative di mobilitazione per salvaguardare il futuro ambientale e occupazionale del territorio ionico" e "di fronte all'arroganza" di ArceloMittal e "ad una totale incapacità ed immobilismo della politica". "La scelta di Arcelor Mittal" è "stata dettata dalla volontà di rimettere in discussione" l'accordo e trova "un alibi sulla vicenda dell'esimente penale".

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