Alvin Berisha, torna in Italia il bimbo rapito dalla madre nel 2014 e portato tra i jihadisti dell'ISIS

Il piccolo Alvin Berisha, il bimbo di 11 anni nato in Italia e portato in Siria cinque anni fa da sua madre dopo la decisione di unirsi all'ISIS, sta per rientrare in Italia dopo aver trascorso gli ultimi mesi nel campo profughi di Al-Hol.

Del caso di Alvin si erano occupate anche Le Iene, che da tempo si erano messe sulle tracce del bimbo insieme al padre Afrim, di origine albanese. Poche settimane fa il piccolo, strappato dalla sua abitazione a Barzago, in provincia di Lecco, quando aveva appena sei anni, e portato in Siria tra i combattenti dell'ISIS, era stato rintracciato proprio nel campo di Al-Hol. Solo e ferito in modo permanente.

La madre Valbona Berisha, infatti, sarebbe morta in seguito ad un esplosione, non è chiaro quanto tempo dopo la sua fuga in Siria il 17 dicembre 2014. Nonostante l'identificazione del bimbo nel campo profughi, però, il suo ritorno in Italia era stato complicato dall'assenza di documenti e dal fatto che il piccolo, pur essendo nato in Italia ed aver vissuto per sei anni nel nostro Paese, a conti fatti per lo Stato Italiano era un cittadino albanese.

Fondamentale per la liberazione di Alvin è stata proprio la collaborazione delle autorità albanesi, che si sono attivate per tutta la documentazione necessaria. E così, grazie ad un corridoio umanitario portato avanti dalla Croce Rossa e da Mezzaluna Rossa, in collaborazione con le autorità italiane e albanesi, il bimbo sarà prelevato al confine tra la Siria e il Libano.

Da lì il piccolo Alvin Berisha sarà imbarcato su un volo in partenza da Beirut e arriverà a Roma, dove si interromperà quell'incubo durato cinque anni.

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