Ex Ilva, Calenda: "Un piano in 3 mosse per ArcelorMittal"

Calenda e Renzi su governo istituzionale

Carlo Calenda non è ancora riuscito a ritagliarsi uno spazio di rilievo nella politica italiana, ma da quando ha detto addio al Partito Democratico mentre andava prendendo forma il nuovo esecutivo è diventato più attivo e sempre pronto a fornire il proprio punto di vista. O la possibile soluzione, come nel delicato caso dell'ex Ilva di Taranto che sta facendo tremare l'esecutivo di Conte in queste ore.

Con un video diffuso sui suoi canali social, il fondatore di Siamo Europei sembra avere le idee molto chiare:

La situazione su Ilva è molto chiara: c’era un contratto, erano vincolati a fare investimenti, a non licenziare persone, a pagare il prezzo qualunque fosse il ciclo dell’acciaio - anche in un ciclo negativo. Con il voto all’emendamento Lezzi li abbiamo liberati da questa posizione che per noi era molto favorevole per loro molto sfavorevole, comunque ormai il danno è fatto.

Accertato il problema, Calenda è convinto di avere anche la soluzione a portata di mano. Un piano in tre mosse per risolvere la situazione:

La prima cosa che va fatta è reintrodurre lo scudo penale per decreto, immediatamente, per levare a Mittal forza negoziale e forza legale. Dopo aver fatto questo si può ragionare sul fare una normativa di carattere generale, ma prima va fatto questo per levargli la scusa, la forza del diritto. Secondo elemento: va levato quel termine folle per rifare l'Afo2 che ha dato la magistratura e va dato un termine che è in linea con il piano ambientale previsto.

Il terzo ed ultimo punto nel piano di Calenda riguarda la parte economica: "L’accordo sindacale prevedeva che un pezzo dei lavoratori dell’Ilva, che - già si sapeva - sarebbero stati in esubero, vadano in una società mista, tra Invitalia e l’amministrazione straordinaria. Per fare cosa? Le bonifiche, che non competono a Mittal. E una serie di lavori per Mittal. Penso alle mense, per esempio, con un accordo che faccia si che Mittal paghi per quel servizio ma non abbia in carico i lavoratori".

Quello di Carlo Calenda è un vero e proprio appello lanciato alle forze al governo. O quasi tutte. Il politico ha chiamato in causa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Italia Viva di Matteo Renzi e il Partito Democratico. Non il Movimento 5 Stelle, a cui Calenda ha attribuito non soltanto la rimozione dello scudo fiscale - avvenuta sotto l'esecutivo gialloverde - ma anche lo stravolgimento dell'accordo sindacale per l'ex Ilva quando Luigi Di Maio era Ministro dello sviluppo economico.

ILVA - Cosa fare - 07/11/19

Cosa fare su #ILVA senza perdere tempo con stravaganze e fesserie.

Giuseppe Conte Italia Viva Partito Democratico

Posted by Carlo Calenda on Thursday, November 7, 2019

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