Cittadinanza onoraria a Liliana Segre da Mantova a Pescara, ma la Lega si oppone

Secondo la Lega di Pescara "non c'è legame con il territorio".

Liliana Segre

La notizia della necessità della scorta per la senatrice a vita Liliana Segre ha sconvolto molti italiani e alcuni stanno provando a reagire manifestando la propria solidarietà. Alcune città, in particolare, vorrebbero conferirle la cittadinanza onoraria.

Il sindaco di Mantova Mattia Palazzi ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Comunale Massimo Allegretti affinché avvii l'iter come prevede lo Statuto del Comune e ha motivato la sua iniziativa dicendo che ritiene necessario sottolineare "l'instancabile, prezioso e generoso impegno civile" di Liliana Segre contro "ogni forma di razzismo e intolleranza".

Palazzi ha definito "ignobili attacchi d'odio" gli insulti che "vengono quotidianamente rivolti" alla senatrice. Il sindaco ha già comunicato la notizia alla diretta interessata e ha riferito che lei "l'ha accolta con gioia". A Mantova non dovrebbero esserci particolari ostacoli a concludere l'iter per la cittadinanza a Liliana Segre. Lo scorso maggio, tra l'altro, lo stesso Consiglio Comunale mantovano aveva revocato la cittadinanza onoraria che era stata conferita nel 1924 a Benito Mussolini.

Invece a Pescara, dove la proposta di cittadinanza onoraria a Liliana Segre è stata avanzata dalla consigliera comunale di centrosinistra Marinella Sclocco, la Lega ha subito reagito opponendosi. Il capogruppo Vincenzo D'Incecco ha detto:

"Mancano i presupposti per dare la cittadinanza onoraria perchè manca un legame con il nostro territorio: a questo punto dovremmo conferirla anche ai tanti rappresentanti delle istituzioni che ricevono pubbliche offese e minacce"

E Fratelli d'Italia si è aggiunto al coro dicendo che allora occorre conferire la cittadinanza anche ai parenti delle vittime delle foibe.

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