Ilva, Conte: "Pronti al commissariamento". I sindacati: "Si faccia scudo penale"

Federico D'Incà e Giuseppe Conte

Il Premier Giuseppe Conte ha ribadito che l'ex-Ilva non verrà abbandonata al suo destino. Se ArcelorMittal dovesse disimpegnarsi, tradendo definitivamente il piano industriale presentato per vincere la gara, "il primo step sarebbe quello di attribuire la gestione commissariale al Mise". Questa è la promessa che il Premier ha fatto ieri ai sindacati durante l'incontro a Palazzo Chigi, nel corso del quale Conte avrebbe anche chiesto "alle istituzioni locali di sostenere, come parti civili, la difesa del contenzioso".

Il Premier ieri ha avuto anche un confronto con il Presidente Mattarella, aggiornandolo sulla situazione. Il Capo dello Stato è preoccupato da quello che sta avvenendo ed avrebbe chiesto al Governo di individuare soluzioni rapide per proteggere i lavoratori.

I Sindacati, intanto, hanno chiesto al Governo di ripristinare in tempi rapidi lo scudo penale per non concedere alibi alla multinazionale, ma anche di valutare un impegno diretto da parte dello Stato attraverso Cassa Depositi e Prestiti. Queste le parole di Landini (Cgil) al termine dell'incontro: "Serve dare un segnale e ripristinare lo scudo penale, facendo rivivere il decreto del 2015 che riguardava anche i Commissari e che aveva una caratteristica precisa, che valeva in generale, senza fare favori a nessuno con norme che prevedevano come in tutte le situazioni di crisi chi subentrasse non dovesse essere responsabile di ciò che non ha fatto. Mi sembra una cosa di buon senso".

Sulla stessa linea la leader della Cisl, Annamaria Furlan: "Il governo faccia un decreto sullo scudo penale per non dare alcun alibi ad ArcelorMittal. Il piano b non c'è, c'è obbligare l'azienda a riaprire la trattativa per rispettare l'accordo fatto con l'allora governo e con Cgil, Cisl e Uil".

Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha invitato il Governo a seguire l'esempio di altri Paesi: "non ci deve essere un piano B ma il rispetto degli impegni. Nazionalizzare? Una cosa è certa che in altri paesi come la Francia hanno sempre il 15% di imprese strategiche. Noi invece facciamo di tutto per renderci la vita difficile".

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