Bersani con il "Voto utile" evoca il fantasma di Veltroni: strategia o battuta da Don Abbondio?

Dopo l’uno-due delle primarie (e parlamentarie) a danno del “rottamatore” Matteo Renzi, non si risparmia, Pierluigi Bersani, in questo avvio di campagna elettorale asfissiante e di poca sostanza. Il leader del Pd – sfoggiando una saggezza contadina d’altri tempi - è particolarmente impegnato a proseguire con metafore e battute ad effetto anche se politicamente assai discutibili.

Mentre Palmiro Togliatti, il “migliore” del Pci, colto e smaliziato dopo anni nel Comintern alla corte moscovita di Stalin, evocava visioni antropologiche quasi mistiche: “Veniamo da lontano e andiamo lontano”, il pragmatico emiliano Bersani presenta un rosario semplice e diretto ad uso e consumo degli italiani cloroformizzati dalla televisione berlusconiana&C.

Come non ricordare battute oramai storiche quali: “Pettinare le bambole”, “Lucidare le scarpe alle pulci”, l’arcinotissimo: “ Meglio un passerotto in mano del tacchino sul tetto” (adattandolo dal tedesco “Besser ein Spatz in der Hand als eine Taube auf dem Dach”, che letteralmente significa “È meglio un passerotto in mano piuttosto di un piccione sul tetto”. L’ultima, calda calda, anti Cav: “ Cos’ha Berlusconi più di me? I capelli”.

Ma la realtà è un’altra e non induce né al sorriso né all’ottimismo, con la tenaglia della crisi che continua a stringere gli italiani. Nel 2012 l’aumento dei prezzi è stato del 3% (il valore più alto dal 2008 inizio crisi), con rincari ancora più forti per il carrello della spesa che costa il 4,3% in più in un anno, una famiglia su due risparmia sul cibo (una stangata pari a 5 volte l’Imu). L’industria ha perso in un anno il 25% della sua produzione. Fiat ha chiesto 2 anni di cigs a Melfi. Ovunque aumentano cassa integrazione e licenziamenti, il degrado economico e morale. I giovani sono a spasso o costretti all’estero mentre 
Cina e India continuano a creare un milione di fisici e ingegneri ogni 4 anni.
Gli Usa vanno verso l'indipendenza energetica.


Anche Bersani (Berlusconi&C sono … fuori gioco perché impresentabili) cerca di districarsi tra nodi epocali con il breviario, l’avvedutezza e la lungimiranza di un Don Abbondio. Non bastasse, il segretario del Pd, evocando il “voto utile”, fa risorgere proprio nella campagna elettorale il fantasma di … Walter Veltroni. Non fu proprio il “voto utile” di Uolter a far vincere Berlusconi e il centrodestra? C’è solo da sperare che Bersani, da buontempone qual è, abbia voluto aggiungere l’ultima perla al suo lungo rosario di (inutili) metafore.

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