Trattativa Stato-mafia: Berlusconi si avvale della facoltà di non rispondere

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Silvio Berlusconi si è avvalso della facoltà di non rispondere al processo sulla trattativa Stato-mafia. L’europarlamentare è stato citato dalla difesa di Marcello Dell’Utri, imputato per minaccia a corpo politico dello Stato. Prima di entrare all’Ucciardone a Palermo, il cavaliere ha chiesto di non essere ripreso da TV e fotografi. Una volta in aula, poi, si è seduto per qualche secondo sullo scranno dei testimoni pronunciando la frase: "Intendo avvalermi della facoltà di non rispondere". Dopo aver salutato i suoi legali, gli avvocati Franco Coppi e Niccolò Ghedini, Berlusconi ha lasciato l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone accompagnato dalla sua scorta.

No alla proiezione conferenza stampa di Berlusconi

La difesa di Dell’Utri ha chiesto di proiettare in aula il video di una conferenza stampa del presidente di Forza Italia risalente al 20 aprile 2018 e fatta dopo la sentenza di primo grado. Richiesta respinta: il presidente della Corte, Angelo Pellino, ha deciso che la stessa conferenza stampa sarà trascritta. Secondo l’avvocato Francesco Centonze, difensore di Dell'Utri, in apertura dell’udienza ha dichiarato che il video  "rappresenta un fatto, ossia l'onorevole Berlusconi il giorno della pronuncia della corte d'assise di Palermo rende delle dichiarazioni e sostiene testualmente che 'il governo Berlusconi non ha mai ricevuto nel '94 e negli anni a seguire nessuna minaccia dalla mafia o dai suoi rappresentanti' e continua rivendicando l'operato dei governo".

Essendo già acquisite agli atti, le parole di Berlusconi potranno essere visionate dalla Corte in qualunque momento, ha replicato il presidente Pellino, respingendo la richiesta di proiezione. Affidata ad un perito la trascrizione del contenuto della conferenza stampa.

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