Ex Ilva, Italia Viva presenta emendamenti per reintrodurre lo 'scudo penale'

incidenti sul lavoro 2018

Italia Viva è passata dalle parole ai fatti presentando due emendamenti al decreto fiscale per reintrodurre lo scudo penale per l'ex Ilva. Gli emendamenti sono all'art 4 e all'art 39, che riguardano rispettivamente la riduzione della burocrazia per le imprese e varie altre materie come i reati tributari, le misure di sostegno al settore agricolo, le semplificazioni fiscali e il blocco delle aliquote locali.

Come chiarito un po' da tutti, anche dal Presidente del Consiglio, non è lo scudo penale il problema principale di ArcelorMittal, che però lo sta strumentalmente utilizzando come scusa per giustificare l'intenzione di disimpegnarsi. Renzi e i suoi vogliono reintrodurlo proprio per togliere un alibi al gruppo franco-indiano.

Dello stesso avviso è anche Nunzio Angiola, deputato del M5S eletto a Taranto che ad Adnkronos ha fatto sapere di essere favorevole all'iniziativa di Italia Viva: "se può servire per aprire il tavolo e mantenere l'azienda operativa, io senz'altro sono del parere che si debba votarlo tutti. È del tutto evidente che se Mittal non ha intenzione di proseguire il confronto col governo, anche l'emendamento si rivelerebbe inutile".

In questo momento Angiola è una mosca bianca all'interno del suo gruppo, che resta contrario alla reintroduzione: "Io ritengo il contrario, ritengo che questo scudo, se può servire alla prosecuzione dell'attività e al mantenimento dei livelli occupazionali, debba essere mantenuto. Non ho nessuna chiusura pregiudiziale verso il mantenimento dello scudo. Nel momento in cui mi si pone davanti l'alternativa tra il mantenimento e la chiusura azienda, farò di tutto perché non solo i colleghi ragionino sul mantenimento dello scudo, ma votino a favore".

A confermare che l'intenzione non è quella di assecondare le richieste di ArcerlorMittal, ci ha pensato anche Luigi Di Maio intervenendo oggi ad Unomattina: "Bisogna riportare ArcerlorMittal al tavolo non col tema dello scudo ma col tema che hanno firmato un contratto, che va rispettato. Lo Stato italiano si deve far rispettare".

Secondo il Premier Conte, il tema dello scudo penale è comunque superato, perché il problema non è rappresentato da quell'aspetto: "Per stanare il signor Mittal sulle sue reali intenzioni, gliel'ho offerto subito: mi ha risposto che se ne sarebbe andato comunque, perché il problema è industriale, non giudiziario. Quindi chi vuole reintrodurre lo scudo per levare un alibi a Mittal trascura il fatto che Mittal non lo usa, quell'alibi. Anche solo continuare a parlarne ci indebolisce nella battaglia legale, alimenta inutili polemiche e ributta la palla dal campo di Mittal a quella del governo".

Il Ministro dell'Economia, il dem Roberto Gualtieri, ha confermato che l'intenzione del è Governo è quella di "mettere tutti gli strumenti necessari, tutti gli strumenti di cui dispone, per una prospettiva di sviluppo che sia di mercato". La prospettiva di una nazionalizzazione, invece, rappresenta secondo il ministro "un'illusione", mentre è praticabile un possibile ingresso dello Stato attraverso la Cassa depositi e prestiti: "è uno strumento che non va escluso dalla cassetta degli attrezzi di cui disponiamo".

È bene ricordare che Cdp era già parte della cordata alternativa ad ArcelorMittal, che ha perso la gara contro il colosso francoindiano, che vinse proprio grazie alle promesse che adesso non è più disposto a mantenere.

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