Giorgetti propone: "Cambiamo insieme 3-4 regole del gioco". Renzi: "Italia Viva c'è"

Anche il PD è d'accordo, il M5S non ha ancora risposto all'appello. Salvini invece dice che ci penserà più avanti.

Giancarlo Giorgetti

Durante il convegno dell'Huffington Post, il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti ha lanciato un appello che riguarda la legge elettorale:

"In questo momento parlerei con gli altri partiti, dicendo: 'scusate, ma sediamoci a un tavolo per cambiare il gioco e per dare un governo decente a questo Paese. Quando avremo riscritto queste regole, preso atto che di fronte abbiamo chi dice 'siamo qua perché dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica', facciamo una legge elettorale per accontentare tutti, così chiunque vincerà dovrà mettersi d'accordo in 4-5 minuti"

Accanto a lui c'era il sindaco di Milano Beppe Sala, il quale si è subito detto d'accordo:

"Sono d'accordo, anch'io oggi vedrei la necessità di una Costituente a cui partecipino persone che sanno di cosa parlano. L'Italia merita una stagione di riforme. Credo che la proposta di Giorgetti possa aver senso. C'e' un'anima come quella rappresentata da Giorgetti e da Zaia che ha una buona dose di concretezza, e c'è un'anima prevalente che è quella di Salvini che va avanti a slogan"

Giorgetti, tra l'altro, ha specificato di aver parlato "non autorizzato da Salvini". Intanto subito sono arrivate le risposte. Il primo è stato Matteo Renzi, che ha scritto sui social:

"Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia Viva c’è"

Anche il capogruppo del PD al Senato Andrea Marcucci, che poi in realtà è considerato un renziano anche se non è uscito dal partito, ha risposto:

"Proporrei intanto di iniziare a discutere di legge elettorale. Il PD ha sempre sostenuto che più è ampia la condivisione sul sistema elettorale e meglio è. Per quanto mi riguarda, approvare un testo con il concorso anche della Lega sarebbe un'ottima cosa"

Il MoVimento 5 Stelle si è dimostrato molto più prudente, tanto che il ministro delle Riforme Federico D'Incà, che è un penta stellato, ha detto:

"L'unica cosa che volevano la Lega e Salvini il 20 agosto erano i pieni poteri con il rischio di mandare in esercizio provvisorio il Paese e trovarsi con l'Iva al 25%. Sarò felice di ascoltare le proposte di Giorgetti, ma quello di cui ha bisogno il Paese oggi è la stabilità attraverso questo Governo che saprà, con le sue riforme, far scendere lo spread sotto quota 100"

E proprio D'Incà mercoledì incontrerà i capigruppo dei partiti di maggioranza per un primo incontro sulla legge elettorale.

In serata è poi arrivata la replica di Salvini, che non sembra tanto contento della proposta del suo vice:

"La Costituente di Giorgetti? Sono impegnato su temi molto più concreti. Può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse meno e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti"

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