Venezia, Zaia: "La città è martoriata". Il Patriarca: "Danni irreparabili a San Marco"

La situazione a Venezia è critica. Il Governatore Zaia ha espresso grande preoccupazione ai cronisti, ai quali non ha parlato solo del capoluogo regionale: "Venezia è martoriata ma ci sono anche altre parti del Veneto oltre a Venezia martoriati. Un disastro apocalittico: Caorle ha la spiaggia distrutta, Chioggia è sotto acqua in centro storico, Pellestrina sotto acqua, sfondamenti arginali si registrano in zona Concordia, ho visto immagini della Sacca Scardovari raccapricciati".

Il Governatore teme, inoltre, che lo scenario possa peggiorare nelle prossime ore a causa di nuove precipitazioni: "C'è uno scenario che preoccupa anche per le prossime ore e siamo preoccupati per le precipitazioni nevose perché purtroppo ci aspettiamo altri 120 cm di neve in due tornate e nevicherà in contesto in cui c'è caldo quindi si sta prospettando lo scenario del 2010 quando con nevicate precoci e scirocco abbiamo registrato 235 comuni alluvionati e 10.000 famiglie e imprese sotto acqua".

Non preoccupa solo la condizione critica che vivino famiglie ed imprese. Da monitorare e salvaguardare c'è, infatti, anche il patrimonio artistico e culturale. Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ha chiesto l'intervento del Governo per tutelare il monumento simbolo di Venezia: "La basilica di San Marco sta soffrendo di danni strutturali perché l'acqua che la invade è salata e quindi fa dei danni irreparabili soprattutto quando si asciuga nella parte bassa dei mosaici e pavimenti. È la sede della chiesa veneziana, un monumento mondiale quindi bisogna veramente intervenire noi possiamo fare la manutenzione ordinaria ma non possiamo fare quella straordinaria e strutturale. Su questo auspico quindi ci sia l'attenzione del governo, dei ministri. Siamo molto contenti quando vediamo ministri che inaugurano mostre o la Biennale ma Venezia è tante altre cose".

Il Patriarca ha denunciato una mancanza d'attenzione da parte del Governo centrale: "Ho già parlato con il sindaco Brugnaro, con il prefetto Zappalorto, con il governatore Zaia. Il sentimento dell'amarezza, tanta amarezza, è anche legato a questo fatto: il silenzio delle autorità centrali. Ogni anno Venezia è provata. Solo il 29 ottobre dell'anno scorso abbiamo avuto un fenomeno non di questa entità ma certamente analogo e che ha allarmato e su cui ci eravamo soffermati molto con delle richieste rivolte alle autorità. Noi le accogliamo sempre volentieri quando vengono ad inaugurare la Biennale, le mostre e tante altre belle manifestazioni e feste veneziane. Ma li vorremmo anche presenti intorno ad un tavolo su cui si possa discutere insieme sulla nostra sicurezza, perché di sicurezza della città qui si parla ormai".

Sul piano della prevenzione, il Patriarca ha rilanciato il tema Mose: "Sarebbe opportuno sapere, finalmente, che ne sarà del Mose e che cosa possiamo attenderci noi veneziani dopo tante promesse e tante attese. Questo è il sentimento insieme a quello di poter visitare presto i luoghi e le persone più provate da questa acqua alta, annunciata, che assume di ora in ora proporzioni sempre più grandi".

Proprio del Mose ha parlato anche il Sindaco Brugnaro: "È ora che il Mose venga ultimato, non possiamo esser sempre da soli. Vogliamo inoltre che Venezia partecipi ai progetti e non sia spettatrice. È un disastro, 187 centimetri vuol dire sette centimetri in meno del 1966, quindi un fenomeno straordinario. Invito i cittadini a documentare i danni e spedire le foto al Comune".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO