Inchiesta "Mensa dei Poveri": arrestata l'ex eurodeputata di FI Lara Comi

L'ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi è finita agli arresti domiciliari insieme a Paolo Orrigoni, titolare della catena di supermercati Tigros nonché ex candidato leghista a sindaco di Varese, nell'ambito di un secondo filone dell'inchiesta "Mensa dei Poveri" che a fine settembre aveva visto 71 persone finire nel registro degli indagati.

L'inchiesta è andata avanti, nuovi elementi sono emersi e nuove accuse sono state formulate. A Comi, già indagata nel primo filone dell'indagine, viene contestata l'accusa di corruzione, truffa ai danni del Parlamento europeo, finanziamento illecito e fatture false.

La giovane politica, eurodeputata di Forza Italia dal 2009 al 2019, avrebbe truffato il Parlamento Europeo in almeno due occasioni. Stando a quanto scrivono i magistrati, Comi avrebbe portato lo stipendio del suo addetto stampa da mille a tremila euro al mese, salvo poi farsi versare i 2mila euro aggiuntivi.

Non solo. Avrebbe messo in piedi un contratto fittizio di consulenza come collaboratore del Parlamento UE per Nino Caianiello, ex coordinatore di Forza Italia a Varese ed indicato dalla magistratura come al centro di un sistema di tangenti e di spartizioni degli appalti in Lombardia.

Le altre accuse contestate a Comi riguardano una consulenza da 38mila euro incassata dal centro per l'impiego AFOL Metropolitana, il cui ex direttore Giuseppe Zingale è finito in carcere in queste ore, e una finta consulenza da 31mila euro incassata da una società di Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia e anche lui indagato dalla magistratura.

Orrigoni, invece, è finito ai domiciliari con l'accusa di corruzione in relazione ad una presunta tangente da 50mila euro al fine di ottenere una modifica al Piano Regolatore Generale di Gallarate e favorire così l'apertura di un supermercato della catena di cui è titolare.

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