Sondaggi, Salvini trionfa nel piccoli comuni. Il centrosinistra in vantaggio delle città

Il successo della Lega di Matteo Salvini è più forte nelle piccole realtà. Lo conferma il sondaggio commissionato da Asmel e diffuso oggi da Noto-EMG, secondo il quale la propaganda di Salvini attecchisce di più nei comuni con meno di 10mila abitanti, indipendentemente dalla posizione geografica.

Il ritratto che fa il sondaggio dell'Italia è quello di un Paese diviso in due, ma non secondo il più tradizionale divario tra nord e sud. È la grandezza del centro abitato a determinare il successo o l'insuccesso di Matteo Salvini e della sua Lega, così come quello degli altri principali partiti italiani, dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle.

Se si andasse al voto oggi, la Lega di Matteo Salvini potrebbe ottenere fino al 38,7% nei comuni con meno di 10mila abitanti, ben cinque punti percentuale in più rispetto alla media nazionale (33,5%) secondo i sondaggi delle ultime ore. Il Partito Democratico rimane pressoché stabile al 18,7% indipendentemente dal numero degli abitati di una determinata area, mentre una differenza ancora più ampia di quella della Lega si riscontra nel Movimento 5 Stelle.

Il movimento guidato da Luigi Di Maio si attesterebbe intorno al 13,5% nei comuni italiani con meno di 10mila abitanti, mentre salirebbe al 21% nelle grandi città. Discorso simile per Italia Viva di Matteo Renzi, che supera il 10% dei comuni con più di 60mila abitanti.

Il sondaggio odierno rispecchia in effetti la strategia di Matteo Salvini, da mesi in campagna elettorale sul territorio in modo certosino e capillare. I piccoli comuni e le piccole realtà sono quelle preferite da Matteo Salvini, sempre più contestato quando decide di tenere eventi e comizi nelle grandi città. Basti vedere cosa è successo ieri a Bologna.

Francesco Pinto, segretario generale dell’Associazione nazionale per la Modernizzazione degli Enti Locali, ha così commentato i dati diffusi oggi:

Incrociando questi dati con quelli di una recente ricerca della CGIA di Mestre sui bilanci dei comuni emerge un'Italia spaccata in due tra ‘piccoli’ e ‘grandi’ Comuni come più volte abbiamo denunciato.
Queste differenze evidenti sia nelle intenzioni di voto che nella gestione della cosa pubblica raccontano di un’Italia ‘minore’, dove pure vive la maggior parte degli italiani, che si sente poco ascoltata nei palazzi del governo centrale, e di un’Italia ‘maggiore’ tanto meno virtuosa quanto più scema il ‘controllo civico’ dei cittadini, tipico dei Comuni di minore popolazione. Da qui le tante iniziative, anche eclatanti, che Asmel porta avanti da anni, per rafforzare il ruolo e l’autonomia dei Comuni meno grandi, a partire dalle battaglie contro l’obbligo di accorpamento dei Comuni più piccoli culminate con l’accoglimento nel marzo scorso del nostro ricorso innanzi alla Consulta, che ha riconosciuto l’incostituzionalità della norma.


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