ArcelorMittal, si indaga per distruzione di mezzi di produzione. Ministro Patuanelli ringrazia i commissari


Nel giorno in cui ArcelorMittal passa al contrattacco sull’ex Ilva, accusando il governo di averla presa in giro, il procuratore di Taranto apre un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti per l’ipotesi di reato di distruzione di mezzi di produzione che prevede la reclusione da 3 a 12 anni e multe salate per "chi, distruggendo materie prime o prodotti agricoli o industriali, cagiona un grave nocumento alla produzione nazionale, o fa venir meno in misura notevole merci di comune o largo consumo".

Già la procura di Milano è scesa in campo aprendo un fascicolo per tutelare l’interesse pubblico sulla vicenda della rescissione del contratto di affitto d’azienda, finalizzato all’acquisizione dell’ex Ilva, da parte di Mittal. I pm starebbero predisponendo accertamenti anche sull’eventuale depauperamento del ramo d’azienda.

Il ricorso dei commissari ex Ilva

ArcelorMittal ha mosso una causa civile per il recesso del contratto d'affitto dell'ex Ilva. La procura milanese, che ha espresso la volontà di costituirsi parte civile, redigerà l'atto scritto con le sue richieste a sostegno dei commissari i quali intanto hanno presentato ricorso d'urgenza per cercare di fermare le intenzioni di ArcelorMittal. L'udienza non ci sarà però prima di 10-15 giorni con ogni probabilità. La data potrebbe essere fissata già all’inizio della prossima settimana.

Patuanelli: "Fatti lesivi dell’economia nazionale"

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli intanto su Facebook ringrazia pubblicamente "i commissari straordinari dell'ex Ilva per aver depositato nelle mani del procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, e del procuratore aggiunto Maurizio Carbone, un esposto denuncia" contro il colosso franco-indiano dell’acciaio per "fatti e comportamenti inerenti al rapporto contrattuale, lesivi dell'economia nazionale".

L’ipotesi di reato avanzata dai commissari nell’esposto è la stessa di quella mossa dalla procura di Taranto, prevista dall'art. 499 del Codice penale e cioè: "Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione".

Sindacati: "Siamo a un passo dal caos, governo confuso"

Nel caos ex Ilva a indicare la strada da seguire per riaprire la trattativa sono i sindacati che spiegano: "ArcelorMittal sa cosa vuole, il governo invece è confuso e continua a sbagliare. Bisogna che faccia i passi necessari per riaprire la trattativa".

Senza la garanzia dello scudo penale temporaneo e limitato al piano ambientale, su cui la maggioranza litiga ancora, non c’è nessuno spazio per riaprire il tavolo.

stefano-patuanelli ringrazia commissari ex ilva

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