L'ex Ministra Trenta cede: "Lascerò la casa"

trenta su open arms e mai più salvini

Fino a ieri sera l'ex Ministra Elisabetta Trenta sembrava intenzionata a non mollare. Questa mattina, invece, ha annunciato che rinuncerà all'alloggio di servizio che le era stato assegnato quando era Ministra della Difesa. L'alloggio in questione - un appartamento di 200 mq in zona San Giovanni - dopo la caduta del Governo Conte I è stato assegnato al marito della Trenta, il maggiore dell'Esercito Claudio Passarelli, per un affitto - fuori mercato - pari a 540 euro mensile.

La Procura militare di Roma ieri ha aperto un fascicolo di indagine sulla vicenda, che merita dei chiarimenti al di là della decisione presa questa mattina. Il regolamento prevede che l'assegnatario lasci l'appartamento entro tre mesi dal momento in cui sono venute meno le condizioni che hanno portato all'assegnazione. Il Governo Conte II è entrato ufficialmente in carica il 5 settembre scorso, quindi l'ex Ministra avrebbe avuto tempo fino al 5 dicembre prossimo per traslocare e liberare quell'alloggio.

Al vaglio della Procura militare c'è però la successiva assegnazione al marito della Trenta; secondo l'ex Ministra al marito spetterebbe un alloggio della stessa categoria, una questione questa da approfondire perché un maggiore dell'Esercito non dovrebbe aver diritto ad un alloggio di 'livello 1'. La Procura, inoltre, valuterà anche l'assegnazione dell'alloggio di servizio alla stessa Trenta in ragione del fatto che la Ministra ed il marito sono proprietari di un appartamento nel Comune di Roma, motivo per il quale - a meno di condizioni straordinarie - non avrebbero dovuto beneficiare di un alloggio di servizio potendo vivere nella casa di proprietà.

In attesa di tutti questi approfondimenti, l'ex Ministra ha annunciato questa mattina a Radio 24 che il marito ha già presentato la rinuncia all'alloggio di servizio dove vive insieme alla moglie: "Lasceremo l'appartamento nel tempo che ci sarà dato per fare un trasloco e mettere a posto la mia vita da un'altra parte. Sono una cittadina come gli altri, chiedo e pretendo rispetto. Sono una persona perbene. Forse da ministro ho dato fastidio a qualcuno, non lo so, ma non voglio alimentare polemiche, sono una donna di Stato".

Sulla legittimità dell'assegnazione, l'ex Ministra ha ribadito il suo punto di vista: "Non ho violato nessuna legge, è tutto in regola, mi sono attenuta alle regole. Hanno speculato sulla mia privacy".

Nonostante gli attacchi arrivati dal Movimento 5 Stelle, la Trenta ha detto di voler continuare la sua avventura nel movimento: "Non ho nessuna intenzione di lasciare il Movimento cinque stelle. Certo, sono dispiaciuta. Non smetterò di fare politica e non lascerò il Movimento: uno vale uno. La mia faccia è pulita. Sono una donna di Stato: lo sono stata e lo sarò sempre. L'etica è alla base della mia vita. Fate di me quello che volete, sono qui. Mi è dispiaciuto che prima di giudicare, nessuno mi abbia chiamato per sapere come stavano effettivamente le cose... ho parlato con Di Maio, ha capito le mie ragioni. Credo che le abbia capite, poi non lo so che cosa vogliano fare... Chiaramente non sono stata trattata bene, questo si è visto ma io ci credo nel Movimento cinque stelle, non lo abbandonerò".

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