La Cassazione conferma l'ergastolo per Cesare Battisti

La Corte di Cassazione dice no alla cancellazione dell'ergastolo per Cesare Battisti, l'ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac) consegnato lo scorso gennaio all'Italia dopo anni di latitanza.

Erano stati i legali di Battisti, nel giorno scorso, a presentare ricorso in Cassazione contro la mancata commutazione dell'ergastolo a 30 anni, come previsto dall'accordo di estradizione tra il Brasile e l'Italia, secondo il quale la pena massima non poteva superare i 30 anni di carcere.

I giudici della Corte di Cassazione, però, hanno abbracciato la posizione del procuratore generale di Milano, secondo il quale l'arrivo di Battisti in Italia non sarebbe stato il frutto di quell'accordo. L'ex terrorista, infatti, era riuscito a fuggire dal Brasile e trovare rifugio in Bolivia, da cui poi fu espulso e rimandato in Italia.

Battisti aveva presentato ricorso proprio contro la decisione della Corte di assise di appello di Milano e oggi i giudici della Cassazione hanno giudicato inammissibile quel ricorso:

Le questioni sollevate con il ricorso concernevano la persistente efficacia dell'accordo di commutazione della pena stipulato tra le Autorità italiane e brasiliane, in vista dell'estradizione dal Brasile, poi non avvenuta, nonché la legittimità della procedura culminata nell'espulsione del condannato dalla Bolivia. La Corte di Cassazione ha ritenuto corretta la decisione del Corte di assise di appello.

Battisti, condannato all’ergastolo per quattro omicidi avvenuti negli anni di piombo, sta scontando la propria pena in carcere.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO