Prescrizione, fumata nera a Palazzo Chigi: via libera alla riforma del processo civile

Magistrati, Bonafede risponde a Salvini

La maggioranza non è divisa soltanto sulla legge di bilancio che dovrà approdare quanto prima in Parlamento. A creare tensioni c'è anche la riforma della giustizia del ministro Bonafede e, in modo particolare, la revisione della prescrizione, che allo stato attuale dovrebbe scattare il 1° gennaio 2020, come promesso a più riprese anche dal leader M5S Luigi Di Maio.

Nella sua configurazione attuale, combattuta fino all'ultimo dall'ex Ministro dell'Interno Matteo Salvini quando era al governo, la prescrizione si interromperebbe dopo la sentenza di primo grado, così da non farla scattare nel caso di processi troppo lunghi. Il Partito Democratico, però, si sarebbe opposto a quella versione della riforma.

In linea di massima il PD sarebbe d'accordo nell'evitare che scatti la prescrizione nei processi e, va da sé, sul fatto che i processi debbano essere rapidi, ma non accetta la versione proposta da Bonafede, che in un tentativo di mediazione ha proposto due diverse soluzioni:

Corsia preferenziale per chi è stato assolto in primo grado: se lo richiede, il suo processo avrà una trattazione urgente in appello, per cui durerà solo alcuni mesi. E accesso agevolato a un indennizzo per chi ha subito un processo che ha sforato i termini previsti.

Gli alleati di governo non hanno detto no, ma hanno chiesto qualche ora per fare delle riflessioni su queste due proposte. Via libera, invece, sulla riforma del processo civile, come confermato dallo stesso Bonafede:

È una riforma importante che chiedono i cittadini, gli imprenditori, perché è fondamentale per gli investimenti e perché dimezza i tempi del processo. Presto ci sarà il via libera anche sulla riforma del processo penale. I cittadini non possono più aspettare.

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