Bologna, insulti contro assessora dopo il post di Matteo Salvini. Parte la denuncia

La gogna mediatica leghista colpisce ancora. E la vittima si chiama Silvia Benaglia, assessora del comune di Pianoro, alle porte di Bologna. La sua colpa? Aver partecipato alla manifestazione spontanea delle sardine di giovedì sera in piazza Maggiore.

Il leader della Lega, che nelle sardine sta vedendo un serio rischio per la sua campagna elettorale aggressiva e capillare, ha deciso quindi di pubblicare una foto di Silvia Benaglia a quella manifestazione e sottoporla così alla gogna mediatica, con centinaia di suoi sostenitori che si sono riversati sui profili social della 29enne con insulti e minacce, solo perchè il loro leader e "capitano" l'ha in un certo modo autorizzato e fomentato.

Ormai il giochetto si è capito: gratta la sardina trovi la piddina. E questa “democratica”, assessore in un comune della provincia di Bologna, dice anche che siamo dei “delinquenti prestati alla politica”... Amici, più ci insultano, più vinciamo!

Ormai il giochetto si è capito: gratta la sardina trovi la piddina. E questa “democratica”, assessore in un comune della...

Posted by Matteo Salvini on Monday, November 18, 2019

Salvini, o chi per lui, come al solito non ha effettuato alcuna verifica: la foga di screditare il PD e i manifestanti in piazza ha prevalso sulla veridicità dei fatti, ma il danno è stato fatto. E così, dopo esser stata sommersa di insulti e minacce, Benaglia ha deciso di rivolgersi all'avvocata Cathy La Torre e di chiedere giustizia per quella gogna mediatica fomentata dal leader del primo partito in Italia.

Giovedì sera, Benaglia era insieme a due amiche in piazza Maggiore per l’iniziativa delle sardine. Le scattano una foto in cui appare sorridente. Ma lei è assessora in una giunta a guida Pd e così esce un primo post sui social di Salvini dal titolo: «Se gratti il sardino, trovi il piddino». Dopo qualche ora, però, il post viene aggiornato. Al viso dell’assessora viene accostato il simbolo del Pd e viene rintracciato un commento scritto su Facebook qualche tempo fa, in cui si sottolineano le parole: «Delinquenti prestati alla politica». Così la foto di Silvia Benaglia diventa una specie di “manifesto”, sotto la scritta: «Le sardine? Odore di Pd. E l’assessore democratica su Borgonzoni e i leghisti: delinquenti prestati alla politica».

Silvia Benaglia non è neanche iscritta al Partito Democratico e quella frase messa in evidenza da Matteo Salvini non era riferita né a lui né alla candidata leghista in Emilia Romagna Lucia Borgonzoni. Ma questo poco importa per la macchina del fango leghista:

Un consigliere leghista di Pianoro denunciò la “schedatura” dei bambini, dopo aver trovato un armadio con vecchi archivi di un progetto per monitorare eventuali disagi scolastici. La segnalazione del leghista è approdata in procura, che poi ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. In quella contingenza, Benaglia a proposito della diffusione dei dati sensibili che avvenne su Facebook scrisse di “delinquenti prestati alla politica” senza ulteriori specifiche, anche se poteva desumersi dal contesto.

Da qui la decisione di citare in giudizio Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni: "Chiediamo a un giudice di esprimersi sulla legittimità di un’operazione simile. Può l’immagine di una persona che ha partecipato a una pacifica manifestazione pubblica essere presa, manipolata, accostata a una frase pronunciata in un altro contesto e poi usata come propaganda elettorale che viene vista da 10 milioni di persone?".

Avete presente prendere la foto di comuni cittadini, schiaffarla su una pagina da 3milioni di follower e farci...

Posted by Cathy La Torre on Tuesday, November 19, 2019
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