Carlo Calenda lancia il nuovo partito, Azione. E somiglia tanto a Forza Italia...

Il richiamo a Don Luigi Sturzo è il tratto evidente di una vicinanza di pensiero al partito di Silvio Berlusconi.

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Carlo Calenda lo aveva promesso: il 21 novembre presenterò il mio nuovo partito. Neanche il tempo di svegliarci e, attraverso Twitter e Il Messaggero, a cui l'ex ministro dello Sviluppo Economico ha rilasciato un'intervista, sappiamo subito qual è il nome scelto. Si chiama Azione, una parola che, in politica, è stata usata mille volte, fin dai tempi di Mazzini e Garibaldi.

La presentazione ufficiale sarà fatta oggi presso la sala della Stampa estera e sabato 30 novembre al teatro Eliseo, ma intanto, sul sito azione.it si può leggere già una sorta di manifesto, che ricorda tanto quello della Forza Italia della prima ora.

Il passaggio più evidente è il richiamo alla lezione di Don Luigi Sturzo. Nel sito di Azione, infatti, si legge:

"AZIONE non è un nome casuale o scelto per ragioni di marketing. Le nostre radici culturali e politiche sono quelle del liberalismo sociale e del popolarismo di Sturzo. La necessità di sintesi tra queste grandi culture è oggi ancora più evidente"

Silvio Berlusconi già 25 anni fa riconosceva in Sturzo la sua principale fonte di ispirazione, valore che ha cercato di non tradire, tanto che solo pochi mesi fa il Cav ribadiva:

"Don Sturzo è stato una delle figure di riferimento, uno dei maestri ai quali ci siamo costantemente richiamati nell’azione politica di Forza Italia. Sturzo credeva negli ordinamenti sovranazionali, ma anche nelle autonomie locali. Non credeva in un miope sovranismo, ma neppure in un super Stato centralizzatore che annullasse le differenze, le specificità, le diverse identità locali. Io sono convinto dell’attualità di questa visione, e me ne considero il fondatore"

Il parere di Calenda, invece, è che Forza Italia oggi si sia appiattita sul sovranismo tanto amato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Infatti, a chi gli chiede se Azione non sia, effettivamente, un Forza Italia 2.0, l'europarlamentare risponde:

"La nostra, ispirata anche al liberalismo sociale di Sturzo, vuole arrivare a creare uno Stato forte ma solo nel suo perimetro e cittadini liberi di svolgere le loro attività senza avere lo Stato ad asfissiarle"

E aggiunge:

"Siamo contro i riformisti che si sono rammolliti. E che si aggregano ai populisti e ai sovranisti. Questo vale sia per Pd e Italia Viva, che si sono messi al seguito dei 5 stelle, sia per Forza Italia ormai al rimorchio di Salvini. La subalternità dei presunti riformisti è uno dei problemi che affossano il nostro Paese. I sostenitori della democrazia liberale devono essere tosti e coraggiosi"

Un'altra somiglianza con Forza Italia è la vicinanza al mondo dell'imprenditoria. Calenda, cercando di spiegare che il suo non è l'ennesimo partito personale, dice:

"Macché personale! Nel nostro movimento ci sono imprenditori: da Alberto Baban, ex presidente dei piccoli industriali, a Cimmino di Yamamay; professionisti e professori come Walter Ricciardi, massimo esperto di sanità, e Stefano Allevi che è un grande studioso dell'immigrazione; amministratori locali capaci come Francesco Italia, sindaco di Siracusa, o il sindaco di Cinisi, Palazzolo, o Valentina Grippo, consigliere regionale nel Lazio; giovani che hanno animato liste civiche in tutta l'Italia e via così. Ci saranno alcuni esponenti di Più Europa, come il generale Camporini, l'ex presidente della commissione Affari Costituzionali, Mazziotti, e persone come la storica Emma Fattorini che pur stando ancora nella direzione del Pd ci darà una mano insieme a tanti altri. Lei lo chiama partito personale e invece è un movimento di mobilitazione. Possiamo già contare sulla rete di Siamo Europei e in più: 200 comitati e 150mila iscritti"

L'impressione, però, è che Azione per i più sarà solo il "partito di Calenda", così come Italia Viva è il partito di Renzi, ennesima conferma della totale disintegrazione dell'area moderata. L'intento è di opporsi all'area sovranista, il risultato potrebbe essere l'esatto opposto: spianare definitivamente la strada ai sovranisti.

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