Liliana Segre: "Sono esausta, ma pronta a guidare Commissione contro odio"

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Liliana Segre esterna tutto il suo disagio per quanto le sta accadendo attorno in una lunga intervista concessa oggi al Corriere della Sera. Sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, la senatrice a vita sta vivendo un periodo di massima esposizione mediatica, polemiche e anche insulti di ogni sorta. Evidentemente la storia non ci ha insegnato nulla e i fantasmi del passato di tanto in tanto riaffiorano. "Sono esausta - dichiara Liliana Segre - . Troppa esposizione, troppo odio, troppe polemiche, troppa popolarità, troppo tutto. Alla mia età mi trovo a condurre un’esistenza che non avrei mai immaginato".

La senatrice a vita ha proposta una Commissione parlamentare contro l’odio e se le chiedessero di presiederla, nonostante l’età e gli altri limiti che potrebbero frapporsi, non direbbe di no. "Se me la propongono, sono pronta a dire di sì - continua - Sono stata in dubbio e certo il calendario degli anni non va indietro. Ma io credo in questa Commissione, dunque spero di reggere".

Segre: "In Rete dilaga l'odio"

L’obiettivo della Commissione proposta dalla Segre non ha scopi censori, bensì vuole studiare l’odio e le sue declinazioni nell’era dei social network. "La Commissione che ho proposto non può giudicare né censurare nessuno e non può cambiare le leggi. Si tratta - insiste la senatrice a vita - di studiare un fenomeno di un problema per cui tutti, anche gli esponenti dell'opposizione, quando parlano a telecamere spente, si dichiarano allarmati. L'odio in rete dilaga. La convinzione di agire in una zona franca e nell'anonimato, sta producendo un imbarbarimento, una sorta di bullismo su larga scala, che le leggi esistenti non riescono a contenere".

Di recente, Liliana Segre ha ottenuto diversi attestati di solidarietà, cittadinanze onorarie e quant’altro: alcune iniziative sembrano meramente strumentali, ma la diretta interessata vuole propendere per la buona fede di chi le sta manifestando solidarietà. "Mi dicono che alcune iniziative hanno risvolti strumentali. Io non me ne curo, presumo la buona fede. Così fin qui le ho accolte onorata, preoccupandomi solo - per non apparire maleducata - di avvisare che, alla mia età, non posso andare a ricevere gli attestati. Però - sottolinea ancora - anche questo sta diventando un nuovo terreno di battaglia di cui farei a meno".

L'incontro riservato con Salvini

Quanto all’incontro con Matteo Salvini, che in un primo momento aveva smentito, Liliana Segre ammette: "Abbiamo scelto la riservatezza per evitare strumentalizzazioni politiche".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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