Rivolta M5S, dopo Rousseau tutti contro Di Maio. Lombardi: "Capo politico ha fallito". Fico: "Riflessione a 360°"


Luigi Di Maio prova a correre ai ripari dopo il voto su Rousseau che ha sconfessato la sua linea obbligando il M5S a partecipare alle prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria. Il capo politico dei 5 Stelle è sempre più accerchiato all’Interno del Movimento. Il presidente pentastellato della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra lo mette in guardia: "L’uomo solo al comando scoppia".

Di Maio ha convocato l'assemblea dei parlamentari M5S per il 27 novembre. Ordine del giorno: "Aggiornamento della situazione politica". Ma non è solo Morra a far sentire il suo dissenso: "Il ruolo del capo politico singolo ha fallito" spiega sui social la capogruppo 5Stelle nel consiglio regionale del Lazio, storica esponente del Movimento, Roberta Lombardi. Sempre su Rousseau si deciderà "se andare al voto da soli, con il centrosinistra o con il centrodestra".

Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore M5S Emanuele Dessì. "Luigi, ora basta" scrive in un post su Facebook il parlamentare: "Arriva sempre il momento, per ognuno di noi, di guardarsi allo specchio e ammettere che nonostante gli enormi sforzi fatti, il grande lavoro prodotto, stiamo fallendo. Abbiamo sbagliato? Sì, tutti e tanto, soprattutto quando abbiamo pensato che bastasse uno di noi, il più bravo, per condurre il Movimento. Non è cosi".

Il presidente della Camera Roberto Fico, indicato da tempo come uno dei papabili per la successione alla guida del Movimento (insieme ad Alessandro Di Battista), non attacca direttamente il leader ma il senso del discorso non cambia molto: "La riflessione è sull’organizzazione del Movimento, sulla sua identità, sui progetti e sui programmi, è una riflessione vera a 360 gradi, su tutto" ha risposto le terza carica dello Stato a chi gli chiedeva se in discussione fosse solo la leadership di Luigi Di Maio.

Presidente Roberto Fico no Premier

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