Ilva, Conte: "Il governo si impegna a garantire il massimo livello di occupazione"

Vertice fiume a Palazzo Chigi nella tarda serata.

Conte e Patuanelli

Nella serata del 22 novembre 2019, si è tenuto un lungo vertice tra il governo italiano e ArcelorMittal per trovare una soluzione alla grave situazione in cui si trova l'ex Ilva. Poco dopo le 23 il Premier Giuseppe Conte si è presentato in conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo circa quattro ore di riunione:

"Il governo è disponibile a sostenere questo processo anche con misure sociali in accordo con i sindacati. Fermo restando che dal nostro punto di vista andrà garantito il massimo livello di occupazione. L'obiettivo è raggiungere presto un accordo. Il 27 novembre c'è udienza sul procedimento cautelare di urgenza, la nostra reazione rispetto all'iniziativa di ArcelorMittal. Per consentire che questo processo possa partorire un piano industriale avanzatissimo, dobbiamo assicurare un rinvio di questa udienza e quindi il ministro Patuanelli chiederà ai commissari di acconsentire a una breve dilazione, posporre l'udienza a un periodo congruo successivo per poter consentire l'interlocuzione. Siamo disponibili a questo differimento alla sola condizione che ArcelorMittal mantenga il funzionamento degli impianti e l'attività produttiva anche in questa fase di trattative"

Il Premier Giuseppe Conte è stato abbastanza chiaro anche prima del meeting, quando ha detto ai giornalisti:

"Non possiamo accettare un disimpegno dagli impegni contrattuali: ci venga detto chiaramente qual è la posizione di Mittal e da lì partiremo. Se ci viene garantita la possibilità di rispettare gli impegni ricordo che non abbiamo proposto noi la battaglia giudiziaria, che è stata promossa da Mittal. Se invece prosegue la battaglia noi reagiamo adeguatamente"

Intanto, da un passaggio della deposizione di Giuseppe Frustaci, dirigente di ArcelorMittal Italia, sentito dai Pm di Milano due giorni fa, emerge che "i manager esteri sostenevano che per l'attuale 'marcia' degli impianti (vale a dire la produzione di 6 mln di tonnellate di acciaio), la qualità delle materie prime fosse troppo alta e che occorresse utilizzarne di qualità inferiore per abbattere i costi".

Inoltre, l'ad di ArcelorMittal Italia Lucia Morselli ha detto ufficialmente in un incontro con i dirigenti e i quadri ai primi di novembre che erano stati fermati gli ordini, cessando di vendere ai clienti. Un altro dirigente, sentito come testimone dai Pm qualche giorno fa, il 18 novembre, ha testimoniato:

"In più riunioni tenute da settembre ad oggi sia il precedente amministratore delegato Mathieu Jehl, sia il nuovo amministratore delegato Lucia Morselli, hanno dichiarato che la società aveva esaurito la finanza dedicata all'operazione"

Foto © Palazzo Chigi Licenza CC BY-NC-SA 3.0 IT

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